Scienziato Italiano detenuto con pretestuosi infondati motivi a Cuba, protesta del Governo italiano
| Il 1 aprile 2004 il prof. Luciano Serasini mentre si trovava negli uffici dell'immigrazione cubana in calle Factor y Final, per espletare le pratiche di uscita da Cuba, veniva improvvisamente e subdolamente arrestato, e al diniego di depositare cintura, portafoglio e lacci, veniva afferrato da due energumeni e trascinato in una cella senza letti. Il professore, iniziava a dare in escandescenze tanto veementi, che i secondini, decidevano subitamente di trasferirlo in una cella dotata di letti a castello. Avendo rimasto un dollaro in monetine di chavitos (pesos convertibili) un secondino si è prestato, "in cambio del denaro", ad accompagnare il detenuto a un telefono interno a tessera pre pagata, questa prestata da un altro detenuto italiano, per telefonare alla casa dove era rimasta la madre novantenne, e affinché avvisassero la sua famiglia cubana. | |||
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Il professore è un esperto a livello mondiale di sistemi per l'identificazione automatica, ha elaborato teorie sui processi cerebrali che sottintendono alla identificazione umana, è autore di un libro sui codici a barre, depositato nella biblioteca della Presidenza del Consiglio, ha ricevuto la medaglia d'oro della Camera di Commercio italiana per il progresso economico del nostro paese, inventore della prima penna ottica per leggere i codici a barre e trasmetterli al computer in modalità wireless in radiofrequenza, e tralasciando altro, è stato inserito nel "Who is Who of Professionals", il registro americano dei migliori professionisti mondiali. Il professore si trovava a Cuba nel Luglio del 2001 per un periodo di riposo con la sua famiglia, quando veniva contattato per caso da un ingegnere cubano, che resosi conto delle sue competenze, comunicava ad alcuni amici dell'Avana la presenza del professore. Questi che lavoravano nell'impresa 'Grupo de la Electronica', comunicavano all'ingegnere se il professore fosse stato disponibile, dietro invito, a tenere una conferenza in occasione della fiera dell'elettronica che si sarebbe tenuta il 22 di febbraio del 2002. | ||
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Il professore accetta, e avendo deciso con la sua famiglia cubana di trasferirsi per un certo tempo a Cuba, al ritorno in Italia prepara il testo in spagnolo della conferenza. |
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| Il professore ritorna a Cuba il 10 Dicembre del 2001, intenzionato a vivere per un certo periodo a Cuba con la sua famiglia, in regime di riposo, prescritto a giudizio dei medici, avendo il professore già avuto un principio di infarto. Il 5 Febbraio del 2002, il professore si reca in immigrazione per la seconda volta per chiedere una ulteriore proroga di soggiorno essendo stato invitato a tenere la conferenza all'Avana. Il funzionario, un militare con il grado di capitano, tal "Carmenate" apostrofa il professore con atteggiamento irriguardoso e arrogante degno di un ufficiale di Batista, prima "consigliandolo" di andare all'Avana a prendere l'aereo per l'Italia, poi ordinandogli testualmente di "fare quello che gli ordinava". Di fronte a questa mala parata il professore si rivolge all'Avana, dove aveva avuto i contatti e ricevuto l'invito ufficiale, relazionando sull'accaduto. Al ricevere notizia dei maltrattamenti subiti dal funzionario, gli viene chiesto di aspettare in immigrazione e che avrebbero pensato loro a tutto e di non preoccuparsi. Dopo un tempo si presenta un funzionario che assicura che la proroga sarà data il giorno seguente. Il professore presenta la conferenza il giorno convenuto il 22 febbraio del 2002 al Palazzo della Convenzione, e gli viene presentato, dalle persone che l'avevano invitato, il Ministro delle comunicazioni e un signore, tal Ramiro Valdés Menendez, comandante della | ![]() |
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| rivoluzione. Pochi giorni dopo viene convocato e gli viene proposto di dare consulenza gratuita a una azienda sita in Camaguey in cambio di ricevere un carnet di residente temporaneo nel paese, che comporta il vantaggio di non dover uscire dal paese ogni due mesi per rinnovare il visto. Il professore accetta, visita la Esi dove, in un colloquio con i dirigenti apprende che è il benvenuto e che non è necessario si presenti, se sarà necessaria la sua consulenza lo chiameranno. Per un certo periodo, più per interesse professionale e culturale il professore visita alcune volte gli uffici della Esi, ed è in una di queste visite che uscendo il professore vede all'incrocio dell'altura de Jayamà il capitano dell'immigrazione Carmenate, il quale lo chiama e con animo alterato, adirato e sinistro lo minaccia con le parole "Te Voy a sacar da este pays, a ti te voy a sacar del pays", Ti voglio mandare via da questo paese, ti mando via di qui. Il professore tra l'incredulo e lo sbalordito per un atto e un comportamento senza senso, si rivolge ad un amico che lo consiglia di denunciare l'accaduto al delegato del Minint di Camaguey, Non riceve alcuna risposta in merito. Passa il tempo e il Professore in vista della scadenza della residenza temporanea di validità un anno, fa domanda in immigrazione, di residenza permanente, che vale 4 anni, avendone diritto perché padre di un bimbo nato a Cuba, con una cubana. | |||
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Il funzionario cubano come è suo diritto e prerogativa cita il professore a più riprese, per chiedere se lavora o meno nell'azienda, perché gli hanno detto che non lavora, etc, etc, di fatto rendendo la vita impossibile al Serasini. Il professore avendo fatto amicizie con i colleghi del Carmenate viene a sapere che lo stesso tiene la sua domanda di residenza da sei mesi nel cassetto della sua scrivania....e che loro non sanno | ||
| nulla, pero è sicuro che il
capitano sta tramando ed escogitando qualcosa per fare danno al
professore, perché con lui ce l'ha a morte.In verità ce l'ha a morte
con tutti gli stranieri con i quali viene in contatto, perché il
professore scopre casualmente che il capitano deve coprire certi
intrallazzi di firme per l'uscita dal paese di cubani e vendita di turni,
in cambio di sonanti dollari. Finalmente la domanda di residenza
viene spedita all'Avana, e dopo svariati mesi viene respinta. Continuano
le citazioni del Carmenate che di nuovo in presenza della compagna e di
testimoni dentro gli uffici dell'immigrazione torna a ripetere la
minaccia, aggiungendo che avrebbe preso misure affinché il
professore Serasini non possa più ritornare. Il professore
subodorando che vi fosse qualcosa di strano, si rivolge a coloro che
l'avevano invitato per la conferenza, i quali chiamano Miriam la
segretaria del comandante, la quale gentilmente riceve il professore e lo
indirizza previa chiamata telefonica dal maggiore Gilma dell'attenzione
alla cittadinanza alla sede del Minint dell'Avana, la quale promette
una ispezione. Dopo un mese, un funzionario del Minint passa dal paese e
passa dai vicini di casa per chiedere informazioni, poi si reca dal
presidente del CDR per chiedere informazioni, e nel corso della
conversazione si viene a scoprire che nelle mani del funzionario vi
è un rapporto falso sul professore, che sarebbe stato fatto a nome del
presidente del CDR in una ipotetica richiesta di informazioni in realtà
mai avvenuta. Nel falso documento si accennano a diverse ipotesi
calunniose e diffamatorie nei confronti del professore. E facile dedurre
che si tratta del rapporto inviato dall' immigrazione in allegato all'istanza di
residenza, poi chiaramente respinta, ed è altrettanto facile dedurre quale sia la
fonte ispiratrice. Il presidente del CDR e il professore si recano al Minint
dell'Avana dal Maggiore Gilma che ascoltando la denuncia dell'accaduto si
mostra molto imbarazzata, e comunque riceve una denuncia scritta e firmata
dal presidente del CDR, promettendo che avrebbe fatto il possibile....Successivamente
il
professore viene convocato al Minint di Camaguey dove gli viene fatto
presente che la richiesta di residenza non può essere accolta perchè non
è sposato con la madre del figlio, alle rimostranze che questo non è un
requisito richiesto per una domanda di residenza per un figlio, la
risposta è che ora invece è necessaria. A questo punto il professore
capisce che non esiste la volontà di uno stato di diritto, anzi si sta
procedendo a insabbiare il tutto perché c'è un militare di mezzo. Alla
richiesta pertanto di abbandonare il paese, il professore accetta,
pensando di trasferirsi con tutta la famiglia in un altro paese, le minacce del capitano
hanno cosi raggiunto il loro scopo. Il professore si reca all'Avana per
concordare l'uscita e ritirare i passaporti, che erano stati ritirati mesi
addietro al ritorno da un viaggio per cambiare il visto alle Bahamas, sicuramente per intervento del Carmenate, e
avendo in un foglio dell'immigrazione che lo invitava a presentarsi per il
primo aprile. In verità non si vede dove siano le irregolarità
migratorie adombrate dai funzionari di immigrazione. Ed è a questo punto che viene rinchiuso in carcere, non
senza prima avergli tolto il foglio dell'appuntamento, già fotocopiato
intanto dall'ambasciata italiana, sotto la motivazione di irregolarità
migratorie, in realtà come misura coercitiva, per aver fatto "troppo
rumore". Dopo due giorni scopre da un secondino, che il rapporto
sulla sua detenzione dice "per aver mancato di rispetto
all'immigrazione di Camaguey" !?! Dopo quattro giorni di
detenzione il professore ha potuto chiamare l'Ambasciata italiana, dove
l'ambasciatore il Dottor Elio Menzione, si è molto meravigliato
dell'accaduto ed ha messo il contatto il professore con il console Lucio
Taglione che si è precipitato immediatamente in immigrazione, per
chiedere giustificazione dell'accaduto ai funzionari dell'immigrazione ed ottenendo risposta che il
professore sarebbe stato prontamente imbarcato sul volo per l'Italia. Cosa
che invece non è successa, e alle reiterate richiesta del professore la
replica è stata spesso il silenzio o "ancora un momento". La
notte del 7mo giorno il Serasini sente forti strepiti, urla e pianti
provenire da dentro il carcere, domandando a un secondino viene a sapere
che una sua concittadina è stata rinchiusa nel carcere, viene cosi a
sapere per colloquio con la ragazza, Erica Marzani di 22 anni, di Modena,
che la stessa si era dimenticata di fare la proroga di soggiorno dopo il
primo mese, del costo di 25 miserabili dollari. Quella sera stessa si
stava accingendo a partire per tornare in Italia, quando al controllo
doganale si sono accorti della mancanza della proroga, da li a essere
portata in carcere è stato tutt'uno. Rassicurata in qualche maniera la
giovane il professore ha provveduto al mattino successivo a richiamare
l'ambasciata italiana, facendo presente la situazione, mentre il console si
aspettava che il Serasini già stesse in Italia. La seconda gita del
console agli uffici dell'immigrazione ha visto un console giustamente
adirato e maldisposto ad ascoltare fandonie. Al colloquio del console con
i funzionari era presente il professor Serasini e la turista Erica Marzani.
Il console ha prima chiesto se i due italiani avessero commesso reati
visto che il Serasini permaneva tuttora in carcere e vi era in più la
Marzani, il funzionario cubano rispondeva che non erano stati commessi
delitti, ma solo delle irregolarità migratoria, al sentire ciò il
console Taglione rispondeva che in Italia per irregolarità migratorie non
si mettevano in carcere stranieri entrati regolarmente con passaporto, li
si accompagnava alla frontiera, e di più, se le autorità cubane
desideravano che, per reciprocità l'Italia dovesse iniziare a porre i
cubani in carcere per irregolarità migratorie, il funzionario cubano
replicava che i due italiani non erano stati chiusi in un carcere in
quanto non si trovavano con i detenuti comuni cubani !?! e riguardo ai
provvedimenti nei confronti dei cittadini cubani in Italia, che L'Italia
poteva procedere come meglio credeva...!?! A questo punto il console ha
perso la pazienza e ha apostrofato l'interlocutore dichiarando che quanto
si stava verificando sotto i suoi occhi era una azione di violazione in disprezzo dei
diritti umani a cittadini del suo paese, dice il professore che ha visto
il funzionario cubano trasalire, e che di quanto stava accadendo in Cuba a
questi cittadini italiani avrebbe informato con un rapporto al ministero
degli esteri Italiano e il nostro governo. Al pomeriggio Erica Marzani
veniva portata all'aereo per l'Italia, il professore il giorno seguente.
Dall'Italia il Ministero degli esteri guidato dall'On. Frattini e il Ministero degli Italiani all'Estero guidato dall'On. Tremaglia, hanno inoltrato alla nostra ambasciata una nota, inoltrata alle "autorità cubane", a cui a tutt'oggi 5 novembre 2005 non è stata data alcuna risposta dai cubani. Questo dimostra che in un clima dittatoriale il sopruso e l'ingiustizia sono di casa, e guai ad averci a che fare, cubani o stranieri, giudicate voi.... |
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