| Il Resto del Carlino |
EMILIA-ROMAGNA PRIMO PIANO
Giovedi 7 ottobre 2004 XXV |
| ILCASO
Era andato a trovare lei e il figlio
"Botte alla moglie" Poliziotto riminese in carcere a Cuba |
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L'avvocato spiega: " Per telefono mi ha fatto capire che è stato vittima di un complotto e che gli hanno proposto la libertà a patto che vada via col primo volo" di Alessandra Nanni RIMINI ---- Un poliziotto della questura di rimini è rinchiuso da sei giorni in un carcere de l'Avana. l'accusa è di avere picchiato la moglie cubana, ma la versione che l'ispettore è riuscito a dare al suo avvocato prima che si interrompesse la comunicazione è che la polizia è disposta a lasciarlo andare a patto che si lasci dietro moglie e figlio, senza vederli mai più. la risposta di Fabio Umena, 46 anni, romano, ex agente dei reparti speciali, decorato un anno fa per un salvataggio sull'aereo italia-Cuba è stata: "piuttosto che rinunciare a mio figlio mi faccio ammazzare". Aveva conosciuto Jaqueline anni fa, durante un viaggio nellisola di Castro e se l'era portata a Rimini. Si erano sposati l'anno scorso e tre mesi fa avevano avuto un figlio. "Fabio era al settimo cielo -- dicevano ieri sera i colleghi della questura -- li avevano visti da poco, sembravano felicissimi". Non lei, evidentemente. Il 20 settembre erano partiti per Cuba per consentire ai nonni di stare un po' con il nipotino, poi, la scorsa settimana, la donna aveva fatto scoppiare la "bomba". Io in Italia con te non ci torno. Resto qui con mio figlio. E quando lui aveva chiesto spiegazioni, era uscita. Di li a poco era arrivata la polizia e l'aveva arrestato, sua moglie l'aveva denunciato per percosse. L'avevano portato in una struttura "provvisoria", a metà tra un carcere e un centro di accoglienza. Senza soffitto. Se accetta l'espulsione senza voltarsi indietro, le ridiamo il passaporto, in caso contrario, quella è la cella. Umena è un gigante che passa il metro e novanta , capace, come è successo, di stenderne quattro in una volta per difendere due ragazze molestate. "Ho scelto di stare qui -- ha detto l'altro pomeriggio al suo avvocato, Maurizio Valloni, quando, quattro giorni dopo gli hanno concesso di telefonare -- senza mio figlio non me ne vado. Di qui non mi muovo neanche se mi ammazzano. Ti prego, aiutami, sono disperato...".Poi più niente, il cellulare glielo hanno sequestrato e lui non ha più soldi. Da due giorni non riesce nemmeno più a parlare con suo fratello che vive negli Stati Uniti. L'avvocato Vallone ha già prenotato un volo per Cuba. Intanto fissa il telefono, aspettando che Fabio, che è anche un amico, trovi il modo di richiamarlo. "Io parto sabato e una volta arrivato spero di avere un minimo di supporto dall'ambasciata italiana. Nel frattempo spero che non succeda niente di grave e che lui riesca a rimanere calmo. Sotto l'aspetto del diritto privatoe internazionale, con Cuba non abbiamo alcun tipo di rapporto. E' una situazione pazzesca. Fabio mi ha detto anche di aver capito che era tutto già organizzato, quando i poliziotti sono andati a prenderlo, non hanno fatto uno straccio di accertamenti"."Ieri mattina abbiamo avvertito il ministero dell'Interno, dice il capo di Gabinetto Paola Dante, ci auguriamo che tutto si chiarisca in tempi brevi". |
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