Corriere Romagna di Faenza e Lugo - 28 ottobre 2004

di Maria Viteritti

Serasini e Umena hanno raccontato a Faenza la propria esperienza lontano dai figli

"Libertà a Cuba": nuova associazione

Hugo Milanes replica sui casi: "La legge non si oppone"

     Faenza - Nasce una nuova realtà all'interno del comitato locale dell'organizzazione "Il Circolo". E' stata presentata ieri mattina in Municipio l'associazione "Libertà a cuba", presieduta dai consiglieri di Forza Italia, Rodolfo Ridolfi, Cosimo Musca,  e Vincenzo Galassini. Presenti all'evento anche l'ispettore riminese Fabio Umena e il faentino Luciano Serasini, entrambi espulsi di recente da Cuba. Due gli obbiettivi che si pone l'associazione, illustrati da Ridolfi: sensibilizzare l'opinione pubblica sulla situazione dell'isola e ottenere dalla Farnesina un incontro con l'ambasciatore cubano in Italia, per discutere i casi di Umena e Serasini.Entrambi hanno raccontato ieri mattina la propria esperienza in carcere, terminata con il ritorno in Italia e con l'impossibilità di vedere i figli rimasti a Cuba. "Mio figlio - ha riferito Serasini - è trattenuto a Cuba con la madre, e da sette mesi non posso vederlo, anche se di fatto è cittadino italiano". Secondo quanto esposto ieri, la donna e il ragazzo, di sette anni, sono trattenuti nonostante abbiano immediatamente avviato le 
procedure burocratiche per raggiungere l'Italia."Le autorità di immigrazione cubane - ha riferito Ridolfi - ritardano pretestuosamente il rilascio dei documenti di espatrio, adducendo le più stravaganti argomentazioni, nonostante il bimbo sia già in possesso del passaporto italiano.D'altra parte il padre non può visitare il figlio in quanto espulso dall'isola, senza aver commesso alcun delitto". Interpellato da noi sulla vicenda, il consigliere politico dell'ambasciata di Cuba in Italia, Hugo Ramos Milanes, ha ritenuto comunque opportuno esporre alcune precisazioni. "Conosco la vicenda del signor Serasini - spiega Milanes - A Cuba ha un figlio con una donna originaria del comune di Esmeralda, nella provincia di Camaguey, gemellata con l'associazione "Italia- Cuba" di Ravenna, e non è sposato. Questo non significa che non debba avere i diritti che ogni genitore detiene verso i propri figli. Ha il diritto di vedre il bambino e stare con lui. E' chiaro che bisognerà trovare un accordo. In ogni caso, sarà la legge a stabilire le modalità di visita. A Cuba nessuno nega i figli ai genitori; è chiaro che bisogna trovare una soluzione comune e non sempre è facile. Non è facile a Cuba come non è facile in Italia. Cercheremo in ogni modo di trovare una soluzione, secondo quanto prevede il diritto internazionale. Sopratutto per il bene del bambino". E per il caso di Umena? "Posso dire che non è stato in carcere. E' stato in un centro riservato agli stranieri. Si tratta di centri dove vengono mandati gli stranieri anche se non condannati: insomma, chi viene accolto in questi posti non sta certamente a contatto con i carcerati cubani. Mi risulta che Umena abbia picchiato la moglie e da noi , fare del male a una donna è un reato molto grave. Sia Umena che Serasini - conclude - sono stati espulsi perché hanno violato le leggi di Cuba sull'immigrazione.

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