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Giovane italiano recuperatodal manicomio in Cuba dove rischiava di rimanere |
| Di Cristoforo Colombo
Corrispondente di Cubaitalia Santiago di Cuba -- 15 - 04 - 2005 Era andato in vacanza a Cuba per passare le feste di fine d'anno, ma qualcosa deve essere andata male, perchè si è trovato ricoverato in una clinica psichiatrica da dove non lo volevano fare uscire, come succede a molti cubani "scomodi". La disavventura è successa a un ragazzo di ventinove anni di Ancona - lo chiameremo Miguel per un problema di tutela della privacy - solo per la azione del suo legale, che è partito per Cuba con un mandato speciale con autorizzazione della famiglia, solo così sono riusciti a riportarlo in Italia, ritornando immediatamente al lavoro. Miguel, un ragazzo conosciuto da tutti come molto simpatico, amante dei balli latinoamericani, era arrivato nel paese con un amico il 21 di dicembre passato per passare le vacanzea santiago di Cuba, all'estremo sud est dell'isola, approssimatamente a 1200 Km dall'Avana. I primi giorni con l'amicosono trascorsi come era stato programmato: notti di ballo, ragazze disponibili, sole e mare. Vicino alla fine dell'anno un episodiofino ad ora oscuro per il suo rappresentante legale Stefano Rodovani (sicuramente Miguel ebbe una reazione violenta alle molestie delle persone della zona, sicuramente a causa di donne) e questo ha fatto precipitare la situazione. E' molto comune che la polizia arresti gli stranieri con i pretesti più illogici, per chiedere soldi o false multe in dollari. Molte volte le famiglie delle ragazze ricattano i supposti "fidanzati" specialmente se queste ultime sono minori di età. E' illegale fare l'amore con una ragazza se è minorenne, e se questa denuncia una violenza carnale si può essere condannati fino alla pena di morte. Per di più, in base agli accordi firmati tra il governo d' Alema e Cuba, i delitti commessi nei due paesi, la pena si espia secondo la decisione dei tribunali locali, come dire che, una dose di Mariuana in Italia "ad uso personale" a Cuba può costare 5 anni di carcere. Alla fine sembra che Miguel si sia alterato oltremodo, e il suo amico ha chiamato il soccorso medico dopo di che il giovane è stato mandato in una clinica psichiatrica di Guantanamo a 15 Km da Santiago, una vecchia carcere rimodellata. Qui il giovane di Ancona - che mai aveva presentato problemi psichici - gli hanno diagnosticato una forma di schizofrenia violenta e gli hanno praticato una terapia molto pesante, a base di psicofarmaci particolarmente forti tra cui il Diazepan, senza consultare ne l'ambasciata ne la famiglia. Nella storia clinica l'ingresso "forzato" ha la data del 31 Dicembre.Nella clinica il giovane è trattato con cortesia, ma alimentato con una patata, e un poco di riso al giorno. Ma sopratutto gli negano il diritto di andarsene quando dice che sta bene, a richiesta dell'avvocato Rodovani di Ancona per mandato della famiglia, alla quale Miguel fortunatamente aveva potuto telefonare, il direttore rispondeva che, per le sue condizioni psichiche il giovane non poteva lasciare Cuba senza la custodia di una scorta medica. Dopo negoziazioni che hanno impegnato l'Ambasciata, è stato consentito che una delega della famiglia e l'accompagnamento del legale erano sufficienti per farlo uscire. Per di più la obbligazione di pagare 900 dollari per la degenza nell'ospedale, che per il menu di una patata al giorno; è un buon affare. E cosi e successo, partendo dall'Italia il legale Rodovani è arrivato a Santiago di Cuba nella mattina del giorno10 (Miguel aveva il volo di ritorno per lo stesso giorno, ed è stato posposto) e ha incontrato il giovane in condizioni penose per gli psicofarmaci e con fame, nell'ospedale della stessa città. Il ritorno è avvenuto domenica 14. Miguel recupera poco a poco dalle cure subite: La mattina seguente si è presentato al lavoro. Ora, prima di ritornare a Cuba, sicuramente rifletterà per un pò.
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De Cristóbal Colón La desventura ha sucedido a un muchacho de ventinueve años de Ancona – lo llamaremos Miguel por un problema de privacy – solo por la acción del propio legal, que partiò para Cuba con un mandato especial con autorización de la familia, solo asì han logrado traerlo de nuevo en Italia, incorporàndose inmiediatamente al trabajo. Miguel, un muchacho conocido por todos como uno sumamente simpático, amante del baile latinoamericano, habìa llegado al país con un amigo el 21 de Diciembre pasado para pasar las vacaciones en Santiago de Cuba, al extremo sureste de la isla, aproximadamente a 1200 Kms de la Habana. Los primeros dìas con el amigo han trascurido como estaba programado: noches de baile, muchachas disponibles, sol y mar. Cerca del fin del año un episodio hasta ahora oscuro para su representante legal Stefano Rodovani (seguramente Miguel tuvo una reacción violenta al chantaje de las personas de la zona, seguramente a causa de mujeres) y esto hizo precipitar la situación. Es muy comùn que la policìa detenga los extranjeros con los pretextos màs ilògicos, para pedir dinero o falsas multas en dòlares. Muchas veces las familias de las muchachas chantajean a los supuestos “novios” especialmente si èstas ùltimas son menores de edad. Es ilegal hacer el amor con una muchacha si menor de edad, y si èsta denunciara una violencia carnal puede ser condenado hasta con la pena de muerte. Ademàs, en base a los acuerdos firmados por el gobierno D’Alema y Cuba, los delitos cometidos en los dos paìses, las penas se cumplen segùn la decisión de los tribunales locales, es decir, una dosis de mariguana en Italia “a uso personal” en Cuba puede costar 5 años por cuenta del gobierno italiano. Al final parece que Miguel se enfadò, enfuriàndose, y su amigo ha llamado el socorro médico despuès de lo cual el jòven ha sido mandado a una clínica psquiàtrica de Guantanamo a 15 Kms de Santiago de Cuba, una vieja càrcel renovada. Aquì el jòven de Ancona -que nunca antes había presentado problemas psiquicos- le habìan diagnosticado una forma de esquisofrenia violenta y practicada una terapia muy pesante, a base de psicofàrmacos particularmente fuertes entre ellos el Diazepan, sin consultar ni a la embajada ni a la familia. En la historia clínica el ingreso "forzado" tiene fecha del 31 de Diciembre. En la clínica el jòven es tratado con cortesìa, pero alimentado con una papa, y un poco de arroz al dìa. Pero sobre todo le niegan el derecho de irse cuando dice que està bien, a los pedidos del abogado Rodovani de Ancona por mandato de la familia, a la cual Miguel habìa afortunadamente podido telefonar, el director respondìa que, por sus condiciones psiquicas el jòven no podìa dejar Cuba sin la custodia de una escolta médica. Despuès de negociones que han empeñado la embajada, ha estado consentido que una delega de la familia y el acompañamiento del legal serìan suficientes para dejarlo salir. Ademàs de la obligación de pagar 900 dòlares por el ingreso en hospital, que para un menú de una papa al dìa; es un buen negocio. Y asì ha sucedido, partiendo de
Italia el legal Rodovani ha llegado a Santiago de Cuba en la mañana del dìa
10 (Miguel tenìa el vuelo de regreso con prenotación para el mismo dìa,
despuès pospuesto) y ha encontrado el jòven en condiciones penosas por
los psicofàrmacos y con hambre, en el hospital de la misma ciudad. El
regreso ha sido el domingo 14. Miguel poco a poco se recupera de las curas:
la mañana siguiente se ha reincorporado al trabajo. Ahora, antes de
volver a Cuba, seguramente reflexionarà por un poco. |