Francesco Battistini |
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la Repubblica |
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"Io avevo in tasca dei fogli con i nomi delle persone che avrei dovuto incontrare, ma ho detto di no e loro non mi hanno perquisito", ha raccontato. Gli hanno anche ingiunto di tenere spento il telefonino. "Ho chiesto - ha detto Battistini - di poter telefonare all'ambasciata e mi hanno detto di no, alla mia famiglia e mi hanno ancora detto di no; al giornale, e anche qui la risposta è stata negativa. Quindi mi sono rassegnato". Poi il giornalista è stato spostato in un'altra struttura di polizia dove è stato costantemente controllato da tre poliziotti "ma cambiavano in continuazione - ha ricordato Battistini - Non facevo in tempo a instaurare un minimo di colloquio con loro, che venivano cambiati". Ma è stato in una di queste occasioni, mentre si trovava sdraiato su una branda (erano ore notturne), che ha potuto digitare sul telefonino quel messaggio al giornale: "Arrestato". Verso le tre di notte ha ricevuto la visita di una funzionaria di polizia che gli ha preannunciato che in giornata sarebbe stato espulso. Ma ha dovuto aspettare le nove di sera: "Hanno anche sbagliato a restituirmi il passaporto - ha detto l'inviato - dandomene uno appartenente a un giornalista polacco che era stato arrestato probabilmente nella stessa occasione. Poi mi hanno ridato il mio e mi hanno accompagnato fino alla mia poltrona sull'aereo per Parigi". Avuto paura? "Più che altro - ha risposto - temevo che mi accusassero di un reato grave. In queste situazioni è facile ritrovarsi con una bustina di un qualcosa nel bagaglio. Per questo non ho mai perduto d'occhio la valigia". L'avere intervistato Oswaldo Payà, uno dei capi storici della dissidenza cubana, premio Sacharov nel 2002, può aver causato l'arresto? "Può darsi - ha risposto Battistini - come pure è probabile che mi avessero tenuto d'occhio sin dal mio arrivo all'Avana. Ma in questo momento c'è molto nervosismo fra gli oppositori a Cuba. I dissidenti sospettano l'uno dell'altro. Chiunque può avermi venduto ai servizi". Secondo Battistini il regime cubano ha stretto molto le maglie del controllo negli ultimi tempi. "Il regime cerca di controllare tutto - ha detto - Quello che è capitato a me, la pressione psicologica che ho assaggiato io per 24 ore, ai cubani dissidenti capita tutti i giorni". ( 21 maggio 2005 ) la repubblica http://www.repubblica.it/2005/e/sezioni/esteri/corriecuba/battistini/battistini.html
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