LA STORIA Era da aprile che Luciano Serasini non poteva riabbracciare la compagna e il figlio 'bloccati a Cuba dalla burocrazia

Un' odissea  durata  dieci  mesi

E' finita l'odissea di Luciano Serasini. Oggi, dopo oltre dieci mesi, potrà riabbracciare la compagna e il figlio, di sette anni, 'prigionieri' a Cuba della burocrazia di Fidel Castro. Per mesi, infatti, nonostante le incessanti richieste, le autorità del paese caraibico hanno rifiutato, "senza un perché" dice il faentino, di consegnare il passaporto alla donna - Yamilka una cubana di 25 anni - e il visto di uscita al bambino. Una situazione che si è definitivamente sbloccata lunedì, quando la signora è stata convocata all'Avana per ritirare i documenti. "Arriveranno oggi pomeriggio - racconta Serasini - all'aeroporto di Milano Malpensa: sarò li ad aspettarli. Finalmente finisce questa odissea, inspiegabile Le autorità del paese di Fidel hanno sempre rifiutato di concedere i documenti d'uscita alla donna e al bimbo

La situazione, che ha avuto aspetti mai chiariti, si è sbloccata lunedi. Oggi l'incontro a Milano

 

sotto tutti i punti di vista". L'odissea di Luciano Serasini, 57 anni, professionista che si è sempre dedicato all'ideazione e alla progettazione di sistemi a codice a barre, era iniziata all'inizio di aprile. Fu incarcerato a Cuba, senza spiegazioni. Secondo alcuni funzionari cubani, non solo aveva il permesso di soggiorno scaduto, ma risultava che tra le pratiche che aveva presentato per la richiesta di soggiorno permanente ci fossero dei documenti falsi. Dopo dieci giorni, grazie all'aiuto del consolato italiano al quale i cubani non hanno dato nessuna spiegazione sull'accaduto, Serasini è stato scarcerato e subito imbarcato, insieme all'anziana madre, su un aereo per l'Italia. Senza neanche poter salutare la compagna e il figlio. Che appunto da quel giorno non ha più rivisto. Infatti, quando alla fine di aprile l'uomo ha cercato di rientrare nel paese di Fidel Castro è stato bloccato all'aeroporto con 'l'ordine' di non tornare più. A quel punto la compagna decise di richiedere il passaporto, per lasciare Cuba insieme al bimbo, ma, trincerandosi dietro a problemi burocratici, le autorità hanno sempre rinviato il rilascio dei documenti. Fino a lunedi, appunto. Tra l'altro, gli uffici cubani, rifiutavano anche il visto d'uscita al bimbo che ha il passaporto italiano. Per sboccare la situazione, a fine ottobre, Serasini ha chiesto aiuto a Forza Italia. "Ma poi - spiega - ho chiesto ai partiti di farsi da parte, su consiglio di amici a Cuba, per evitare che nascessero nuovi contrasti". Ma perché i funzionari cubani si sono comportati in questo modo con il professionista faentino, tenendo 'prigioniera' la sua famiglia? Serasini ha vissuto a Cuba per lunghi periodi e lì ha lavorato come consulente informatico per diverse società. Tre anni fa, pero, nel 2002, fu protagonista di una accesa discussione con un importante funzionario di Fidel Castro, dal quale Serasini riusci a farsi allungare il proprio permesso di soggiorno, per motivi di lavoro, solo chiedendo l'intervento dell'ambasciata italiana. Quell'uomo, scavalcato ufficialmente nelle sue funzioni, promise 'vendetta' al faentino. E a quanto pare c'è riuscito. "Ora - spiega Serasini - potrò sposare Yamilka, che amo da anni. Nei prossimi mesi, insieme a lei, mio figlio e mia madre, mi trasferirò a Santo Domingo, dove ho comprato un terreno sul quale costruiro alcune case. Da lì, mia moglie, potrà tornare facilmente e velocemente a Cuba per incontrare quando vorrà la sua famiglia. Io, comunque, a Cuba non metterò più piede"

Matteo Naccari

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