AMNESTY INTERNATIONAL
Rapporto Annuale 2004
Cuba (the Republic of)
Repubblica di Cuba
Capo di stato e del
governo: Fidel Castro Ruz
Pena di morte: mantenitore
Convenzione delle
Nazioni Unite sulle donne: ratificata con riserve
Protocollo opzionale alla
Convenzione delle Nazioni Unite sulle donne:firmato
L’anno ha visto un
grave deterioramento nella situazione dei diritti umani a Cuba. A metà marzo le
autorità hanno lanciato una repressione senza precedenti nei confronti del
movimento dissidente. Settantacinque attivisti di lunga data sono stati
arrestati, sottoposti a processi iniqui e condannati a pene fino a 28 anni di
reclusione; si tratta di prigionieri di coscienza. Ad aprile tre uomini
coinvolti in un dirottamento sono stati fucilati, fatto che ha posto fine a una
moratoria de facto di tre anni sulla pena di morte. Le critiche della comunità
internazionale si sono intensificate, includendo anche le voci di persone e
nazioni che in precedenza avevano espresso il loro sostegno al governo cubano.
Le autorità cubane hanno cercato di giustificare queste misure come una risposta
necessaria alla minaccia alla sicurezza nazionale posta dagli Stati Uniti.
L’embargo statunitense e le misure ad esso correlate hanno continuato ad avere
effetti negativi sulla piena realizzazione dei diritti umani a Cuba.
Prigionieri di coscienza
A fine anno rimanevano in carcere 84
prigionieri di coscienza, di cui sette ancora in attesa di processo.
***Il
giro di vite di marzo
A marzo, un giro di vite ha portato
all’imprigionamento della maggior parte della direzione del movimento
dissidente, compresi giornalisti, personale medico-sanitario, insegnanti,
bibliotecari, attivisti politici e difensori dei diritti umani. Solo pochissime
figure molto note tra i critici del regime non sono state colpite dal
provvedimento.
I detenuti sono stati processati immediatamente in modo molto
rapido e con procedure non eque. La maggior parte di loro è stata accusata ai
sensi dell’art.91 del codice penale per "atti contro l’indipendenza o
l’integrità territoriale dello Stato" o della Legge per la protezione
dell’indipendenza nazionale e l’economia di Cuba, che non era mai stata
applicata in precedenza, e che prevede pesanti pene carcerarie per chiunque sia
riconosciuto colpevole di appoggiare la politica statunitense contro Cuba. I
dissidenti sono stati condannati sulla base di attività quali concedere
interviste a Radio Martí, stazione radio che gode di finanziamenti del governo
statunitense, ricevere materiale o fondi la cui origine era ascrivibile al
governo degli Stati Uniti, o avere contatti con funzionari della Sezione per gli
interessi statunitensi all’Avana, che le autorità cubane hanno accusato di
atteggiamento provocatorio volto a fomentare la sovversione. A fine anno tutte
le condanne erano state ratificate dalla Corte Suprema del popolo, precludendo
le possibilità di appello secondo la legge cubana. Dopo un accurato esame delle
prove presentate contro gli imputati, AI ha deciso di considerarli tutti e 75
quali prigionieri di coscienza.
*Marcelo López Bañobre, membro della
Comisión cubana de derechos humanos y Reconciliación Nacional (Commissione
cubana per i diritti umani e la riconciliazione nazionale, è stato condannato a
15 anni di carcere per aver, fra le altre cose, "inviato informazioni a
organismi internazionali come Amnesty International".
***Timori per le
condizioni di salute
Ci sono state continue preoccupazioni per la salute di
diversi prigionieri di coscienza. Ad alcuni sarebbero state negate le
appropriate cure mediche e sarebbero stati tenuti in condizioni molto dure.
Anche la possibilità di ricevere le visite dei familiari è stata ridotta in
quanto molti dei detenuti sono stati collocati in strutture molto lontane dalle
loro province di origine.
*Roberto de Miranda Hernández, di 56 anni, sarebbe
stato colpito da un attacco di cuore, da angina cardiaca e da ulcera allo
stomaco mentre si trovava in carcere. La salute di Oscar Manuel Espinosa Chepe,
63 anni, si è deteriorata dopo il suo arresto, rendendo probabile la necessità
di un trapianto di fegato. Le famiglie di entrambi hanno attribuito alle
condizioni di detenzione il peggioramento dello stato di salute dei loro
congiunti.
***Rilasci
Nel corso dell’anno sono stati rilasciati alcuni
prigionieri di coscienza.
*Yosvany Aguilar Camejo, José Aguilar Hernández e
Carlos Oquendo Rodríguez sono stati rilasciati l’11 ottobre dopo 20 mesi
trascorsi in carcere. Dei tre solo Rodríguez era stato processato e condannato.
*Bernardo Arévalo Padrón è stato rilasciato a novembre dopo aver trascorso
sei anni in carcere per "mancanza di rispetto" nei confronti del presidente
Fidel Castro e del vicepresidente Carlos Lage.
*È stato rilasciato anche
Eddy Alfredo Mena González, condannato nel 2000 a cinque anni di reclusione per
accuse tra cui "mancanza di rispetto" e "turbamento dell’ordine pubblico".
Ripresa delle esecuzioni
La moratoria de facto sulla pena di morte
durata tre anni è terminata l’11 aprile con la fucilazione di Lorenzo Enrique
Copello Castillo, Bárbaro Leodán Sevilla García e Jorge Luis Martínez Isaac.
Questi facevano parte di un gruppo di persone condannate per il dirottamento di
un traghetto cubano che trasportava diverse decine di passeggeri. Il
dirottamento si era risolto senza violenza.
I tre sono stati processati,
giudicati colpevoli in base alla legislazione "anti-terrorismo" e hanno visto
respinti i loro appelli, il tutto nell’arco di tempo di una settimana. Questo
fatto ha sollevato seri dubbi sull’equità della procedura giudiziaria cui gli
imputati sono stati sottoposti. Il presidente Castro ha detto che le esecuzioni
erano necessarie per fermare i dirottamenti e bloccare una crescente crisi
migratoria da Cuba verso gli Stati Uniti. A fine anno, nel braccio della morte
si trovavano una cinquantina di prigionieri.
Comunità internazionale
***Nazioni Unite
Ad aprile la Commissione delle Nazioni Unite sui
diritti umani ha approvato una risoluzione in cui si chiedeva al governo cubano
di garantire nel campo dei diritti civili e politici quei progressi ottenuti
relativamente ai diritti economici e sociali. La risoluzione chiedeva anche a
Cuba di accogliere la visita della rappresentante personale per Cuba dell’Alto
Commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani. Il governo cubano ha
replicato che non riconosceva legittimità alla risoluzione e che non avrebbe
concesso alla rappresentante dell’Alto Commissario di visitare Cuba.
A
novembre, per il dodicesimo anno consecutivo, l’Assemblea Generale delle Nazioni
Unite ha approvato una risoluzione in cui si chiedeva agli Stati Uniti di porre
termine all’embargo.
***Stati Uniti
A marzo il governo degli Stati Uniti
ha reso più rigida la normativa per i viaggi dalla Florida verso Cuba. Il
governo cubano ha protestato furiosamente per l’espulsione di 14 diplomatici
dalla Florida, a causa di presunte "attività inappropriate"; per l’inserimento
di Cuba nel rapporto annuale degli Stati Uniti sulla tratta di esseri umani; e
per le reiterate insinuazioni mosse dagli Stati Uniti riguardo a un programma
cubano per le armi biologiche.
Ad agosto 12 presunti dirottatori di battello
sono stati rimpatriati a Cuba dagli Stati Uniti, cosa che ha suscitato le
critiche della comunità degli esuli cubani e del Governatore della Florida Jeb
Bush. Con una mossa che alcuni hanno interpretato come una risposta a queste
critiche, il governo degli Stati Uniti ha annunciato la creazione di una
commissione per la transizione verso la democrazia a Cuba e miglioramenti nella
trasmissione e distribuzione di materiali stampati verso l’isola. A ottobre,
l’agenzia degli Stati Uniti per lo sviluppo internazionale ha annunciato che
avrebbe aumentato gli aiuti per i dissidenti a Cuba.
***Unione Europea (UE)
Pochi giorni prima del giro di vite contro i dissidenti, l’UE aveva aperto
per la prima volta un ufficio a Cuba. L’UE ha condannato la repressione dei
dissidenti ad aprile, giugno e luglio. A giugno l’UE ha annunciato una serie di
misure in risposta alla repressione, come ad esempio invitare i dissidenti alle
giornate di festa nazionale dei paesi membri e il raffreddamento dei contatti
culturali e diplomatici pur mantenendo legami economici. In risposta, Fidel
Castro e Raul Castro, primo vicepresidente del Consiglio dei ministri e ministro
delle Forze armate rivoluzionarie, hanno indetto dimostrazioni davanti alle
ambasciate di Italia e Spagna, accusate da Cuba di aver istigato quelle misure,
e sospeso l’accordo per la creazione del Centro culturale spagnolo all’Avana. Ad
agosto Cuba ha scritto all’UE dicendo che non avrebbe più accettato aiuti allo
sviluppo dall’UE o dai suoi Stati membri, in risposta al condizionamento degli
aiuti al miglioramento della situazione dei diritti umani. L’UE ha deplorato la
decisione, reiterando tuttavia il suo impegno a fornire aiuti al popolo cubano e
chiedendo l’immediata sospensione dell’embargo imposto dagli Stati Uniti.
Il movimento dissidente
Le attività del movimento dissidente si sono
bloccate in seguito all’arresto di molti attivisti di medio rango. I processi di
aprile hanno rivelato l’esistenza di 12 agenti della sicurezza di Stato che si
erano infiltrati da parecchi anni nel movimento dissidente. Questo fatto,
unitamente alla pubblicazione di due libri sulle presunte attività della
sicurezza di Stato all’interno del movimento dissidente, è stato visto come un
tentativo di diffondere il sospetto e la sfiducia fra i dissidenti ancora in
libertà. A ottobre, come primo grande passo effettuato dall’opposizione dopo la
repressione di marzo, Oswaldo Payá Sardiñas, leader del gruppo politico non
ufficiale Movimiento Cristiano Liberación (Movimento cristiano di liberazione)
ha presentato all’Assemblea Generale di Cuba più di 14.000 nuove firme per il
Progetto Varela, una petizione per un referendum sulle riforme politiche ed
economiche. A gennaio la Commissione per le questioni giuridiche costituzionali
del parlamento cubano aveva dichiarato l’iniziativa incostituzionale. A
dicembre, Oswaldo Payá ha presentato perché fosse pubblicamente dibattuto un
programma nazionale per la transizione verso la democrazia.
Il governo ha
continuato ad applicare restrizioni per i viaggi al di fuori dell’isola ai
dissidenti più conosciuti. A giugno, Elizardo Sánchez Santacruz, Vladimiro Roca
Antúnez, Manuel Cuesta Morúa e Oswaldo Payá Sardiñas non hanno avuto il permesso
di recarsi in Italia per assistere a un seminario sul movimento democratico di
opposizione a Cuba organizzato da un partito politico italiano; nel mese di
luglio a Vladimiro Roca è stato negato il permesso di recarsi in Messico in
qualità di osservatore alle elezioni federali messicane; inoltre, a Oswaldo Payá
è stato impedito di assistere a una sessione del parlamento europeo a cui era
stato invitato.
Rapporti e missioni di AI
Cuba: Continued detentions
following mass arrests in February and December 2002 (AI Index: AMR 25/001/2003)
Cuba: Massive crack-down on dissent (AI Index: AMR 25/008/2003)
Cuba:
"Essential measures"? Human rights crack-down in the name of security (AI Index:
AMR 25/017/2003)
Cuba: Ongoing repercussions of the crack-down (AI Index:
AMR 25/035/2003)
AI ha visitato Cuba per l’ultima volta nel 1988. Il governo
non ha risposto alle ripetute richieste di AI di poter entrare nel paese.