Capitano della squadra di pallavolo di Cuba chiede asilo politico all'Italia
Ha deciso di lasciare la sua isola, Cuba, e chiedere asilo politico in Italia. Lui è Xavier Gonzales Panton, maglia numero 6 nella nazionale di pallavolo. Stasera non scenderà in campo con la sua squadra per la partita di ritorno della World League: ieri con indosso una maglietta della Juventus per nascondere la divisa della nazionale, è fuggito dal suo albergo, dove lui e compagni erano tenuti sotto stretto controllo da 6 "gorilla" castristi proprio per timore di fughe. 22 anni, studente universitario e alzatore della nazionale dal 2000, Xavier - un gigante di 1 metro e 94 - ha iniziato a pensare di lasciare Cuba da quando, a gennaio, è rimasto orfano della madre. Ora è ospitato da amici italiani conosciuti, a luglio, su una spiaggia cubana. A loro aveva raccontato la sua storia: la sua grande passione per il gioco, le difficoltà sull'isola, la voglia di libertà e il suo grande desiderio di venire a vivere qui dove già abita la sorella. Sono stati proprio gli amici ad aiutarlo a presentare la domanda in Questura, con un peso nel cuore: quello di avere abbandonato - alla vigilia di una partita - i compagni e l'allenatore, e di aver lasciato il padre sull'isola caraibica.Sito web del notiziario TG5, 05-06-05 ore 13,00 http://www.tg5.it/altre_notizie/schede/scheda_030329000740.shtml
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Capitan de la escuadra de bolibol de Cuba pide asilo politico a Italia.
Ha decidido de dejar su isla, Cuba, y pedir asilo politico en Italia. El es Xavier Gonzales Panton, el numero 6 de la nacional de bolibol. Esta tarde no jugarà con su escuadra por la partida de retorno de la World League: ayer con un pullover de la Juventus para esconder la divisa de la nacional, se ha escapado de el hotel, donde el y su companeros estaban tenido bajo estecho control de 6 "vigilantes" castrista, por temor de fuga. 22 anos, estudiante universitario y alzador de la nacional desde el 2000, Xavier - un gigante de 1 metro y 94 - ha iniciado a pensar de dejar Cuba de cuando, a enero, se quedo uerfano de su madre. Ahora està invitado de amigos italianos conocidos, a julio, en una playa cubana. A ellos habia contado su historia: su grande pasion por el juego, la dificultades en las isla, la gana de Libertad y el su grande deseo de venir a vivir aqui donde ya vive su hermana. Han estado los amigos a ayudarlo a presentar la solicitud de asilo politico en Questura, con un dolor en el corazon: aquel de haber abandonado - el dia ante de el juego - los companeros y el entrenador, y de haber dejado el padre en la isla caraibica.
Canal televisivo Tele Cinco, noticiero TG5, Hoy 05-06-05 hora 13.00. http://www.tg5.it/altre_notizie/schede/scheda_030329000740.shtml
Traido y traducion de Luciano.
Il campione di Cuba scappa in Italia:
«Voglio la libertà»
Il campione di Cuba scappa in Italia.
Gonzalez, nazionale di volley, in fuga con la maglia della Juve prima di
una partita a Monza
La libertà oltre la rete. In patria, i 110 mila km quadrati di Cuba, si
sentiva soffocare.
Gli mancavano l'aria e il respiro: di libertà. Si sentiva a suo agio solo in
campo, quello della pallavolo, 18 metri per 9, dove si muove da campione
qual è. Come ben si è accorta la nazionale italiana, che venerdì a Busto
Arsizio, proprio a causa della sua regia, le ha buscate, nella partita di
World League.
E che stasera non lo vedrà in campo a Monza nell'incontro di ritorno: alle 18,30,
nel Palacandy, la maglia numero 6 di Xavier Augusto Gonzalez Pantòn, 22 anni, «alzatore» della nazionale cubana di volley, non ci sarà.
Perché Xavier ieri ha rinunciato alla sua terra e al suo campo per uno spazio
più vasto, senza quelle limitazioni che a casa lo asfissiavano.
Xavier ha chiesto asilo politico in Italia. Xavier è fuggito da un albergo di
Vimercate con addosso una maglia della Juventus per coprire la tuta rossa della nazionale cubana. Xavier è sfuggito ai 6 gorilla castristi che marcano
stretti i giocatori caraibici in trasferta da quando, nel 2001, 5 pallavolisti lasciarono il raduno della nazionale in Belgio e si rifugiarono
in Italia. Xavier, un gigante dagli occhi buoni ( altezza 1,94, chili 80,
piedi 47 e mezzo) ha lasciato « con dolore infinito » i 12 compagni e «soprattutto l'allenatore Roberto Garcia » .
« So che mi considerano un traditore, perché così siamo stati educati a giudicare
chi fugge. Non se lo aspettavano, non erano al corrente della mia volontà, ma non potevo fidarmi di nessuno » , confessa, timido, Xavier,
che a Milano ha una sorella, sposata con un italiano. « Lo avevo giurato anni fa di scappare: quando avevo capito che nella mia terra i diritti
umani sono parole vuote, che mancano le libertà elementari fondamentali. E
io ero un privilegiato: sono iscritto all'università ( Educazione fisica),
giro il mondo dall'età di 15 anni ( quando cominciai a giocare a volley) e
dal 2000 sono addirittura titolare in nazionale » .
Le possibilità di fuga non gli sono mancate, ma « non avevo la forza di abbandonare
mamma Susana, bisognosa di cure. Quando lei a gennaio è morta, mi sono deciso al grande passo.
Papà, Nilo, 65 anni, è forte e capirà. Neppure lui sapeva.. » .
L'occasione per « il salto oltre la rete » a Xavier viene offerta da due italiani
conosciuti a Cuba in luglio. Diventano amici grazie alla comune passione
per la pallavolo. Il campione si confida, i due si dichiarano disposti ad
aiutarlo. Rientrati in Italia, informano Mykell Barroso, 34 anni,
responsabile del Comitato per la libertà e la democrazia di Cuba. Mykell
si mette in contatto con Alessandro Litta Modignani, 41 anni, esponente
storico del partito radicale, che con la benedizione di Marco Pannella e di
Emma Bonino, organizza « l'esilio » , facilitato dal fatto che la squadra
cubana si trova in tournée in Europa. Xavier arriva dalla Bulgaria il 31
maggio. In albergo « scopre » che un suo vicino di stanza è uno dei due
italiani conosciuti a Cuba. Comunicano con gli Sms. Ieri alle 14,30 Xavier
sente bussare, sa che è « l'amico » . Insieme, scendono: la hall è
piena di dirigenti, giocatori italiani e cubani, agenti compresi.
Nessuno si accorge che il campione scivola verso il parcheggio. Un'auto li attende.
L'uomo al volante fa indossare al giocatore una maglietta bianconera e lo invita
a distendersi ( per quanto possibile) sul sedile. Alle 16 l'allenatore
attende invano il suo campione per gli allenamenti.
«Ero già in Questura — sorride Xavier — a chiedere asilo» . Poi shopping: vestito
e scarpe. Non può stare in tuta! Quindi, cena in pizzeria. «Il mio sogno, la pizza italiana! Sì, lo so, c'è anche a Cuba, ma qui ha tutto un altro
sapore. Quello della libertà» .
Costantino Muscau
05 giugno 2005