la Repubblica
Denuncia per
genocidio: alla vigilia del summit
di Salamanca,
gli anti-castristi
invocano la sentenza della
corte costituzionale
"Arrestate
Fidel Castro in Spagna" E lui
salta vertice ibero-americano
di ALESSANDRO OPPES
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SALAMANCA - L'annuncio del "forfait" di Fidel Castro arriva dall'Avana quando in Spagna sono quasi le nove di sera: il líder maximo sarà l'unico grande assente al XV vertice dei capi di Stato e di governo ibero-americani che si apre questa mattina a Salamanca. Timore di possibili contestazioni dei gruppi della dissidenza, in vista di un atto pubblico al quale Fidel avrebbe partecipato sabato sera insieme al presidente venezuelano Hugo Chávez? O piuttosto il rischio che sembrava farsi sempre più concreto di un possibile arresto del comandante en jefe in territorio spagnolo? L'annuncio delle organizzazioni anti-castriste Unión Liberal Cubana e Asociación Española Cuba en Transición, che minacciavano di presentare proprio oggi all'Audiencia Nacional di Madrid una denuncia per "genocidio e gravi violazioni dei diritti umani" può aver influito parecchio sul "no" definitivo di Castro. I gruppi dell'opposizione al regime si erano preparati al meglio per sfruttare la possibilità sia pure remota offerta da una sentenza emessa la scorsa settimana a Madrid dalla Corte Costituzionale: d'ora in poi sarà possibile giudicare in Spagna i responsabili dei crimini di genocidio e di gravi violazioni dei diritti dell'uomo commesse all'estero, anche nel caso in cui tra le vittime non ci siano cittadini spagnoli. Il possibile raggio d'azione è vastissimo, e l'Audiencia Nacional ha cominciato a discutere appena due giorni fa sul tipo di denunce che potranno essere prese in considerazione. |
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Protesta anticastrista a
Salamanca
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Ma già oggi, se Castro fosse sbarcato a Salamanca, i giudici del tribunale speciale del quale fa parte il super-magistrato Baltasar Garzón si sarebbero potuti ritrovare tra le mani una patata bollente ancora più delicata rispetto a quella del caso Pinochet. |
Castro è un capo di Stato in carica,
invitato a un vertice internazionale
nel quale dovrebbe
godere dell'immunità finora
concessa a qualunque governante.
Ma secondo
(
14 ottobre 2005
)