Anticastristi protestano di fronte al ministero degli esteri spagnolo 

 

Centinaia di persone si sono riunite di fronte all'ingresso del Ministero degli Esteri  per chiedere il rispetto dei diritti umani e la libertà a Cuba. durante la manifestazione, che ha coinciso con la visita del cancelliere cubano, Felipe Perez Roque, al ministro degli esteri spagnolo Miguel Angel Moratinos

vari membri dell'Associazione Spagnola cuba in Transizione si sono mascherati da Fidel Castro e da José Luis Rodríguez Zapatero. Il primo appariva circondato da detenuti politici e il secondo con un sacco ripieno di dollari. Questa immagine simbolizza quello che sta succedendo nelle relazioni tra Cuba e Spagna. Il fittizio Fidel Castro, che manteneva incatenati vari prigionieri e schiavi, tra i quali si incontrava Julio San Francisco, poeta e ex detenuto politico, si fuse in un abbraccio con Zapatero. "Ancora non si è raccontato alla opinione pubblica la pressione che gli impresari spagnoli esercitano sopra il governo perché non si parli della mancanza dei diritti umani a Cuba e perché non si tendano le relazioni", segnalò Matías Jove, direttore Esecutivo della AECT.

Detenuti politici.

I manifestanti trattarono di consegnare al ministro degli Esteri cubano una lettera aperta firmata da migliaia di persone esigiendo "la liberazione incondizionata di tutti i detenuti politici cubani e aperture democratiche nell'isola". Tra i firmatari risultavano personalità dell'esilio cubano come lo scrittore e giornalista Carlos Alberto Montaner o la scrittrice Zoé Valdés; giornalisti spagnoli come Rosa Montero, Víctor de la Serna, Germán Yanke, Luis Losada, Alfredo Urdaci o i collaboratori di LA RAZÓN, Alfonso Ussía y Antonio Martín Beaumont, scrittori come il filosofo Fernando Savater e José María Marco e deputati di diversi partiti politici come Jorge Moragas. Durante la concentrazione, che si è svolta un'ora dopo che la Piattaforma Cuba Democrazia Ya! realizzava nello stesso luogola sua protesta per la visita di Pérez Roque, Matías Jové riconobbe che " non di faccia illusioni" rispetto alla possibilità che l'Esecutivo di Zapatero reazioni prima della sua protesta. Aspetta, nonostante, che il Governo spagnolo prenda in considerazione che la maggioranza degli spagnoli vogliono che in Cuba ci sia una democrazia. "Il Governo spagnolo non è obbligato a raccogliere quello che chiedono gli impresari spagnoli, ma denunciare la violazione costante dei Diritti Umani nell'isola e non chiamare liberazione le scarcerazioni, né nascondere che molti cubani sono stati condannati durante questo ultimo anno", sostiene. Per sua parte, il responsabile delle Relazioni Esterne del PP, Jorge Moragas, rimproverò al Governo di imprimere un "giro copernicano" alla politica dell'Unione Europea rispetto all'isola, attraverso il ministro degli esteri Miguel Ángel Moratinos. "Noialtri siamo molto critici con la politica di Zapatero per Cuba, perché crediamo  che stia commettendo un errore che vanno a pagare tutti gli spagnoli e che consiste in ribassare il livello di esigenza democratica che sempre ha mantenuto la Spagna rispetto alla dittatura cubana e, allo stesso tempo, tentare di convincere il resto dei paesi della UE che modifichino la loro posizione" rispetto all'isola, dichiarò.

I manifestanti Resa preventiva.

Moragas,Che ieri ha assistito alla concentrazione convocata da Cuba en Transición, ha denunciato che la visita in Spagna del ministro cubano degli Esteri, Felipe Pérez Roque, è "un esempio in più della politica di "resa preventiva" in materia di Diritti Umani e democrazia che sta praticando il Governo spagnolo, che, precisamente oggi - per ieri - compie un anno dalla sua legittima vittoria, pero in tutti i casi, con una politica estera molto sbagliata, ricalcò il deputato del PP. D'altro lato, il ministro cubano degli Esteri, Felipe Pérez Roque, in un atto celebrato la notte di domenica nella ambasciata del suo paese in Madrid, ascoltò la lettura di un manifesto, letto da differenti organizzazioni di solidarietà con Cuba in Spagna e di residenti cubani in questo paese, nel quale criticavano la commissione dei Diritti Umani della ONU per "tentare di condannare" il regime di Fidel Castro "per supposte violazioni dei diritti umani". A giudizio di queste organizzazioni, quello che si "persegue, realmente, è giustificare il blocco e le aggressioni contro l'isola". Senza dubbio, la realtà, secondo questa associazione anticastrista, è che esistono più di 200 detenuti di coscienza nell'isola, che sopportano una condizione carceraria che non hanno potuto essere controllate da organizzazioni umanitarie come la Croce Rossa e che il regime castrista continua ad arrestare e incarcerare oppositori.

La Razón
España
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Máximo Tomás
Dept. de Investigaciones
La Nueva Cuba
Marzo 17 2005

  PROTESTA FRENTE AL MINISTERIO DE RELACIONES EXTERIORES DE ESPAÑA

Cubani esiliati protestano di fronte   alla sede del Ministero degli Esteri  spagnolo. 

Chiedono un "cambio di rotta" che porti alla democrazia. Il PP accusa Zapatero di ribassare la esigenza democratica che ha mantenuto la Spagna rispetto a Cuba. La Plataforma Internacional Cuba Democracia ¡Ya! e la Asociación Española di Cuba in Transición hanno manifestato ieri in Madrid in protesta per la visita del ministro cubano degli Esteri Felipe Pérez Roque. In entrambe le manifestazioni di fronte al Ministero degli Esteri i due gruppi domandarono la costituzione di una "agenda  di viaggio" per instaurare la democrazia e il rispetto dei Diritti Umani a Cuba. Il PP ha accusato Zapatero di ribassare il "livello di esigenza democratica" che sempre  ha mantenuto la Spagna nei confronti della dittatura di Fidel Castro. 

 

ANTICASTRISTAS PROTESTAN
FRENTE AL MINISTERIO
DE ASUNTOS EXTERIORES DE ESPAÑA

Cientos de personas se reunieron a las puertas del Ministerio de Asuntos Exteriores para pedir el respeto de los derechos humanos y la libertad en Cuba. Durante la concentración, que coincidió con la visita del canciller cubano, Felipe Pérez Roque, al titular español de Exteriores,   

PROTESTA FRENTE AL MINISTERIO DE RELACIONES EXTERIORES DE ESPAÑA

Cubanos exiliados protestan frente a la sede del Ministerio de Relaciones Exteriores de España
Piden una «hoja de ruta» que lleve a la democracia. El PP acusa a Zapatero de rebajar la exigencia democrática que mantuvo España respecto a Cuba. La Plataforma Internacional Cuba Democracia ¡Ya! y la Asociación Española de Cuba en Transición se manifestaron ayer en Madrid en protesta por la visita del ministro cubano de Exteriores, Felipe Pérez Roque. En sendas manifestaciones ante el Ministerio de Asuntos Exteriores los dos grupos demandaron la constitución de una «agenda de ruta» para instaurar la democracia y el respeto de los derechos humanos en Cuba. El PP acusó a Zapatero de rebajar el «nivel de exigencia Democrática» que siempre mantuvo España respecto a la dictadura cubana de Fidel Castro.
Miguel Ángel Moratinos, varios miembros de la Asociación Española Cuba en Transición se disfrazaron de Fidel Castro y José Luis Rodríguez Zapatero. El primero aparecía rodeado de presos políticos y el segundo con un saco repleto de dólares. En su opinión, esa imagen simboliza lo que está ocurriendo con las relaciones entre Cuba y España. El ficticio Fidel Castro, que mantenía encadenados a varios prisioneros y esclavos, entre los que se encontraba Julio San Francisco, poeta y ex-preso político, se fundió en un abrazo con Zapatero. «Todavía no se ha contado a la opinión pública la presión que los empresarios españoles ejercen sobre el gobierno para que no se hable de la falta de derechos humanos en Cuba y para que no se tensen las relaciones», señaló Matías Jove, Director Ejecutivo de la AECT. Presos políticos. Los manifestantes trataron de entregar al ministro de Relaciones de Exteriores cubano una carta abierta firmada por miles de personas exigiendo «la liberación incondicional de todos los presos políticos cubanos y aperturas democráticas en la isla». Entre los firmantes figuraban personalidades del exilio cubano como el escritor y periodista Carlos Alberto Montaner o la escritora Zoé Valdés; periodistas españoles como Rosa Montero, Víctor de la Serna, Germán Yanke, Luis Losada, Alfredo Urdaci o los colaboradores de LA RAZÓN Alfonso Ussía y Antonio Martín Beaumont, escritores como el filósofo Fernando Savater y José María Marco y diputados de distintos partidos políticos como Jorge Moragas. Durante la concentración, que se celebró una hora después de que la Plataforma Cuba Democracia Ya! realizara en el mismo lugar su protesta por la visita de Pérez Roque, Matías Jové reconoció que «no se hace ilusiones» respecto a la posibilidad de que el Ejecutivo de Zapatero reaccione ante sus protestas. Espera, no obstante, que el Gobierno español tome en consideración que la mayoría de los españoles quieren que en Cuba haya una democracia. «El Gobierno español no tiene que acatar lo que piden los empresarios españoles, sino denunciar la violación constante de los Derechos Humanos en la isla y no llamar liberaciones a las excarcelaciones, ni ocultar que muchos cubanos han sido condenados durante este último año», sostiene. Por su parte, el responsable de Relaciones Exteriores del PP, Jorge Moragas, reprochó al Gobierno imprimir un «giro copernicano» a la política de la Unión Europea respecto a la Isla, a través del ministro de Exteriores Miguel Ángel Moratinos. «Nosotros somos muy críticos con la política de Zapatero con Cuba, porque creemos que se está cometiendo un error que vamos a pagar todos los españoles y que consiste en rebajar el nivel de exigencia democrática que siempre ha mantenido España respecto a la dictadura cubana y, al mismo tiempo, intentar convencer al resto de países de la UE de que modifiquen su posición» respecto a la isla, expresó. Los manifestantes Rendición preventiva. Moragas, que asistió ayer a la concentración convocada por Cuba en Transición, denunció que la visita a España del ministro cubano de Exteriores, Felipe Pérez Roque, es «un ejemplo más de la política de “rendición preventiva” en materia de Derechos Humanos y democracia que está practicando el Gobierno español, que, precisamente hoy –por ayer– cumple un año de su victoria legítima, pero en todo caso, con una política exterior muy equivocada», recalcó el diputado del PP. Por otro lado, el ministro cubano de Exteriores, Felipe Pérez Roque, en un acto celebrado la noche del domingo en la embajada de su país en Madrid, escuchó un manifiesto, leído por diferentes organizaciones de solidaridad con Cuba en España y residentes cubanos en este país, en el que criticaban a la Comisión de Derechos Humanos de la ONU por «intentar condenar» al régimen de Fidel Castro «por supuestas violaciones de los derechos humanos». A juicio de estas organizaciones, lo que se «persigue, realmente, es justificar el bloqueo y las agresiones contra la isla». Sin embargo, la realidad, según esta asociación anticastrista, es que existen más de 200 presos de conciencia en la isla, que soportan unas condiciones carcelarias que no han podido ser revisadas por organizaciones humanitarias como Cruz Roja y que el régimen castrista sigue deteniendo opositores.

La Razón
España
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Máximo Tomás
Dept. de Investigaciones
La Nueva Cuba
Marzo 17 2005