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vari membri dell'Associazione Spagnola cuba in Transizione si
sono mascherati da Fidel Castro e da José Luis Rodríguez Zapatero.
Il primo appariva circondato da detenuti politici e il secondo con un sacco
ripieno di
dollari. Questa immagine simbolizza quello che sta succedendo nelle
relazioni tra Cuba e Spagna. Il fittizio Fidel Castro, che manteneva incatenati
vari prigionieri e schiavi, tra i quali si incontrava Julio San Francisco, poeta
e ex detenuto politico, si fuse in un abbraccio con Zapatero. "Ancora non
si è raccontato alla opinione pubblica la pressione che gli impresari spagnoli
esercitano sopra il governo perché non si parli della mancanza dei diritti
umani a Cuba e perché non si tendano le relazioni", segnalò Matías Jove,
direttore Esecutivo della AECT.
Detenuti
politici.
I
manifestanti trattarono di consegnare al ministro degli Esteri cubano una
lettera aperta firmata da migliaia di persone esigiendo "la liberazione
incondizionata di tutti i detenuti politici cubani e aperture democratiche
nell'isola". Tra i firmatari risultavano personalità dell'esilio cubano
come lo scrittore e giornalista Carlos Alberto Montaner o la
scrittrice Zoé Valdés; giornalisti spagnoli come Rosa Montero, Víctor de la
Serna, Germán Yanke, Luis Losada, Alfredo
Urdaci o i collaboratori di LA RAZÓN, Alfonso Ussía y Antonio Martín Beaumont,
scrittori come il filosofo Fernando Savater e José María Marco e deputati di
diversi partiti politici come Jorge Moragas. Durante la concentrazione, che si
è svolta un'ora dopo che la Piattaforma Cuba Democrazia Ya! realizzava nello
stesso luogola sua protesta per la visita di Pérez Roque, Matías Jové riconobbe che " non di faccia illusioni" rispetto
alla possibilità che l'Esecutivo di Zapatero reazioni prima della sua protesta.
Aspetta, nonostante, che il Governo spagnolo prenda in considerazione che la
maggioranza degli spagnoli vogliono che in Cuba ci sia una democrazia. "Il
Governo spagnolo non è obbligato a raccogliere quello che chiedono gli
impresari spagnoli, ma denunciare la violazione costante dei Diritti Umani
nell'isola e non chiamare liberazione le scarcerazioni, né nascondere che molti
cubani sono stati condannati durante questo ultimo anno", sostiene. Per sua
parte, il responsabile delle Relazioni Esterne del PP, Jorge Moragas, rimproverò al Governo di imprimere un "giro copernicano"
alla politica dell'Unione Europea rispetto all'isola, attraverso il ministro
degli esteri Miguel Ángel Moratinos. "Noialtri siamo molto critici con la
politica di Zapatero per Cuba, perché crediamo che stia commettendo un
errore che vanno a pagare tutti gli spagnoli e che consiste in ribassare il
livello di esigenza democratica che sempre ha mantenuto la Spagna rispetto alla
dittatura cubana e, allo stesso tempo, tentare di convincere il resto dei paesi
della UE che modifichino la loro posizione" rispetto all'isola, dichiarò.
I
manifestanti Resa preventiva.
Moragas,Che
ieri ha assistito alla concentrazione convocata da Cuba en
Transición, ha denunciato che la visita in Spagna del ministro cubano degli
Esteri,
Felipe Pérez Roque, è "un esempio in più della politica di "resa
preventiva" in materia di Diritti Umani e democrazia che sta praticando il
Governo spagnolo, che, precisamente oggi - per ieri - compie un anno dalla sua
legittima vittoria, pero in tutti i casi, con una politica estera molto
sbagliata, ricalcò il deputato del PP. D'altro lato, il ministro cubano degli
Esteri, Felipe Pérez Roque, in un atto celebrato la notte di domenica nella
ambasciata del suo paese in Madrid, ascoltò la lettura di un manifesto, letto
da differenti organizzazioni di solidarietà con Cuba in Spagna e di residenti
cubani in questo paese, nel quale criticavano la commissione dei Diritti Umani
della ONU per "tentare di condannare" il regime di Fidel Castro
"per supposte violazioni dei diritti umani". A giudizio di queste
organizzazioni, quello che si "persegue, realmente, è giustificare il
blocco e le aggressioni contro l'isola". Senza dubbio, la realtà, secondo
questa associazione anticastrista, è che esistono più di 200 detenuti di
coscienza nell'isola, che sopportano una condizione carceraria che non hanno
potuto essere controllate da organizzazioni umanitarie come la Croce Rossa e che
il regime castrista continua ad arrestare e incarcerare oppositori.
La Razón
España
Infosearch:
Máximo Tomás
Dept. de Investigaciones
La Nueva Cuba
Marzo 17 2005
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Cubani esiliati protestano di
fronte alla sede del Ministero degli Esteri spagnolo.
Chiedono un "cambio di
rotta" che porti alla democrazia. Il PP accusa Zapatero di
ribassare la esigenza democratica che ha mantenuto la Spagna rispetto a
Cuba. La
Plataforma Internacional Cuba Democracia ¡Ya! e la Asociación Española
di Cuba in Transición hanno manifestato ieri in Madrid in protesta per
la visita del ministro cubano degli Esteri Felipe Pérez Roque. In
entrambe le manifestazioni di fronte al Ministero degli Esteri i due
gruppi domandarono la costituzione di una "agenda di
viaggio" per instaurare la democrazia e il rispetto dei Diritti
Umani a Cuba. Il PP ha accusato Zapatero di ribassare il "livello
di esigenza democratica" che sempre ha mantenuto la Spagna
nei confronti della dittatura di Fidel Castro.
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