Incidente diplomatico tra Cuba e Rep. Ceca
Ancora, un'altra volta, come sempre, il regime totalitario intenta di manovrare come se il mondo stesse dentro Cuba. E ogni volta peggiorano la loro situazione diplomatica internazionale, sempre più si allontanano le poche simpatie che gli rimanevano, sempre più nemici della rivoluzione e della dittatura si uniscono a un coro di "vattene al diavolo". Come sempre fanno i regimi totalitari comunisti, uno si converte inizialmente in diversionista se esprime solo un blando dissenso all'interno del partito, fino a convertirsi velocemente in oppositore, traditore e nemico, da distruggere con qualsiasi mezzo legale o illegale. Questo funziona anche con istituzioni e persone straniere, da amici si passa a traditori e nemici. Questo è il caso dei paesi del blocco sovietico, che erano considerati amici fino al momento che, abbandonarono il comunismo e scelsero un destino di libertà e democrazia. Da quel momento si convertirono per la dittatura cubana in traditori, nemici, e servitori degli Stati Uniti. Dove più si appunta la ira di Castro e dei suoi accoliti è contro la Repubblica Ceca e il suo ex presidente Vaclav Havel, per essere la punta di lancia nella solidarietà con i detenuti politici e gli oppositori della dittatura. Una delle più critiche e instancabili istituzioni contro la dittatura. Questo sarà, e già hanno incominciato ad accusarla di essere soggetta agli Stati Uniti, il destino dell'Europa, quando intenderà che con le buone, si fa solo prendere in giro dalla dittatura. Quando l'Europa inizierà finalmente delle serie azioni di contrasto dei regimi totalitari, alla dittatura le rimarranno pochi giorni di vita, perché i disgraziati reggenti del regime, non possono combattere tutto il mondo e i cubani dentro all'isola lo sanno bene, aspettano solo un atto forte, vedere che il mondo sta con loro, e SI SOLLEVERANNO, e niente e nessuno potrà più fermarli.
Luciano
Impediscono ad un dissidente di assistere alla Festa Nazionale ceca
La Dottoressa. Oleivys García Echemendía, delegata della Assemblea per Promuovere la
Società Civile nella provincia di Ciego de Ávila, sposata con il detenuto di
opinione Pablo Pacheco Ávila, del Gruppo dei 75 e residente in Pasaje D
No.205 A tra la 4ta, e 5ta. Reparto 9 di Aprile, nella città di Ciego de Ávila,
ha comunicato la seguente informazione perché sia diffusa:
Dopo molti sfuerzi per ottenere un passaggio che le permettesse assistere al ricevimento del 28
di ottobre della Ambasciata Ceca in Cuba, potette acquisire un biglietto delle
autolinee con partenza alle 20:25 del giorno prima del ricevimento. Mentre aspettava
per confermare il passaggio alle 19 e 30 nella stazione degli autobus, si presentarono
due ufficiali della Sicurezza dello stato, che lei identifica come Fernando Gutiérrez
e l'instruttore Nolasco, che fu quello che istruì le accuse a suo marito Pablo
nell'anno 2003. La condussero fino al DTI (Dipartimento Tecnico di Investigazioni),
dove gli dichiararono che loro avevano fatto tutto il possibile perché non
potesse conseguire passaggi per L'Avana, Pero già che lo aveva ottenuto, si
vedevano nell'obbligazione di comunicarle che le sue passeggiate all'Avana erano
finite. Durante l'arresto, le fecero un atto di avvertimento.
La Dottoressa. Oleivys dovette restare detenuta in questo luogo fino alle 21, dopo che l'autobus era partito per l'Avana. Dopodiché la riportarono alla sua casa nella stessa auto che avevano usato per trattenerla, avvertendola che se non obbediva all'ordine di non viaggiare all'Avana, avrebbero preso misure più severe. Lei esercita la sua professione come specialista in medicina generale nel consultorio medico della famiglia della sua casa.
L'Assemblea per Promuovere la
Società Civile vuole puntualizzare che in questo caso non solo hanno perseguito
un membro dell'esecutivo nazionale dell'Assemblea, ma anche che esercitano
pressioni contro una "Dama de Blanco", onoroso gruppo di donne,
vincitrici del premio Sajarov disposto dalla Unione Europea.
Asamblea para Promover la Sociedad Civil
31 ottobre 2005
Il Governo ceco protesta con le autorità cubane per il tentativo di 'boicottare' la sua festa nazionale
Europa Press, 2 Novembre 2005.
CUBANET 3 Novembre 2005
Il Ministero degli Esteri di Praga ha convocato oggi l'incaricato d'affari cubano a Praga, Ayme Hernández Quesada, per "protestare energicamente" per quello che considerano "l'intento delle autorità cubane di impedire la celebrazione del giorno nazionale della repubblica Ceca all'Avana",
Così lo comunicò lo stesso Ministero degli Esteri in un comunicato riferito ai fatti occorsi il passato venerdi all'Avana, giorno nel quale l'Ambasciata ceca<aveva previsto di offrire nell'hotel Meliá-Habana, della catena alberghiera spagnola Sol Meliá, un ricevimento per festeggiare la fondazione della Cecoslovacchia nel 1918.
Sembra che la catena alberghiera "si scusò poche ore prima dell'evento di 'non poter supportare attività controrivoluzionarie', come informò lo stesso ambasciatore ceco", ha affermato Luz Modroño, membro e rappresentante in Spagna del Gruppo per Responsabilità sociale Corporativa in Cuba, in un comunicato rimesso a Europa Press.
"La gerenza dell'hotel mi informò che questo non può essere un luogo dove si effettuano attività Controrivoluzionarie", ha detto l'incaricato d'affari ceco all'Avana, Petr Stiegler, come informarono i giornali cechi al principio di questa settimana. il ricevimento alla fine si realizzò nella casa di Stiegler e a questa intervennero diplomatici stranieri e dissidenti cubani.
Cechi protestano per il tentativo di impedire la loro festa in Cuba
Associated Press
PRAGA - La cancelleria ha convocato mercoledì il rappresentante di Cuba a Praga
per protestare per i tentativi delle autorità cubane di impedire la celebrazione
all'Avana del giorno della indipendenza ceca.
La cancelleria ha convocato mercoledi l'incaricato d'affari cubano a Praga, Ayme Hernández
Quesada, per "protestare energicamente... per i tentativi delle autorità
cubane di impedire la celebrazione del giorno nazionale della Repubblica Ceca
all'Avana", ha affermato il ministero in un comunicato.
Venerdi scorso, l'ambasciata ceca andava a offrire un ricevimento in un lussuoso
hotel dell'Avana per festeggiare la fondazione della Cecoslovacchia nel 1918.
Senza dubbi, alcune ore prima del ricevimento, l'hotel dichiarava la
cancellazione dell'evento.
"La direzione dell'hotel mi
ha informato che "questo non può essere un luogo dove si effettuano
attività controrivoluzionarie", ha detto l'incaricato d'affari ceco
all'Avana, Petr Stiegler, secondo come lo hanno scritto i giornali della
Repubblica Ceca al principio di questa settimana.
Il ricevimento si effettuò in casa di Stiegler.
All'evento sono intervenuti diplomatici stranieri e dissidenti cubani, i
funzionari del governo cubano lo hanno boicottato.
Cechi fermi contro Fidel Castro
Il ministro ceco degli Esteri, Ciryl Svodoba, informera il prossimo lunedì il Consiglio della UE del recente alterco diplomatico tra il suo paese e Cuba intorno alla celebrazione del Giorno Nazionale della Repubblica Ceca nell'Avana, e avocherà per indurire nel futuro la politica europea nei confronti dell'isola.
Praga accusa il regime di Fidel Castro di aver boicottato e forzato la sospensione della celebrazione della festività ceca che stava prevista il passato 28 de ottobre in un hotel dell'Avana e alla quale erano stati invitati una cinquantina di dissidenti politici, tra questi 'Las Damas de Blanco'.
L'incontro ha finito per celebrarsi nella residenza dell'incaricato d'affari ceco, Petr Stiegler, dopo che la direttiva dell' hotel che avvisava che non potevano albergare una attività "controrivoluzionaria''.
Secondo fonti diplomatiche, Svodoba, che ha chiesto la inclusione di un punto sopra Cuba nell'agenda della riunione dei ministri degli Esteriori della UE del lunedì, informerà i suoi omologhi di questi avvenimenti e si pronuncerà in favore di ''per lungo tempo '' la Unione ''indurisca la sua politica '' nei riguardi del regime cubano.
Il ministro avocherà in particolare per studiare formule perché la UE possa appoggiare finanziariamente la ''Sociedad Civil Cubana'', secondo la fonte.
Dal gennaio scorso, la UE mantiene sospese le sanzioni diplomatiche, contro il Governo cubano, che adottò nel 2003.
Ultimo incidente
sorto tra Praga e L'Avana
12 Nov 2005
Da: "Noticuba Internacional"
<noticubanews@yahoo.com>
"..La diplomazia ceca ha informato questo lunedì in Bruxell i
ministri degli Esteri della Unione Europea sopra l'ultimo incidente sorto tra Praga
e L'Avana a causa delle autorità cubane che proibirono la celebrazione di un
ricevimento per la festa nazionale ceca del 28 di ottobre in un lussuoso hotel
nella capitale dell'Isola. Al ricevimento furono invitati rappresentanti del Governo cubano,
diplomatici di altri paesi, così come oppositori al regime di
Fidel Castro, includendo 'Las Damas de Blanco', spose e familiari dei detenuti
poliyici incarcerati nel marzo del 2003. Il ministro degli Esteri ceco Cyril
Svoboda, segnalò ai giornalisti in Bruxell che l'informazione sull'incidente è
" una delle pietruzze del mosaico che si prenderà in considerazione
nel valutare il prossimo anno, l'atteggiamento dell'Unione Europea rispetto a
Cuba". L'atteggiamento ceco conta sull'appoggio della diplomazia slovacca.
Il ministro degli Esteri slovacco Eduard Kukan, sostiene che appoggerà un
irrigidimento della politica dell'Unione Europea rispetto a Cuba, già che il
regime di Fidel Castro non ha apportato nulla che contraccambi
l'atteggiamento più aperto della UE. "Il comportamento dei dirigenti
cubani rispetto a noi europei, è una cinica presa in giro" ha dichiarato
Kukan.....
netforcuba.org
L'eclissi di Sol Meliá
11 Novembre 2005
Da: "Noticuba Internacional"
<noticubanews@yahoo.com>
"...Deve scusarsi con 'Las Damas de Blanco' e con la
dirigenza degli oppositori che ingiuriò. Deve farlo ancor più con i
diplomatici della Repubblica Ceca. Ho la profonda convinzione, che si sia creato
un precedente che causerà la fine della sua presenza sull'Isola nel futuro.
Come segnalai precedentemente, le dittature non sono eterne, ci sono ingiurie,
offese che non si dimenticano....."
Si tratta di Spagna un'altra volta. La Spagna socialista del PSOE e
di Rodríguez Zapatero. La Spagna degli uomini d'affari e dei turisti
superficiali avidi di sesso. La Spagna compiacente con la dittatura totalitaria.
La direzione dell'opposizione interna spagnola è scandalizzato. Fino agli
oppositori di fila che tremano di indignazione.
Un ricevimento previsto per celebrarsi la notte del
venerdi 28 di ottobre fu cancellato dall'amministrazione dell'hotel
Meliá-Habana, dove doveva aver luogo. L'hotel fu contrattato dall'ambasciata
della Repubblica Ceca, per svolgere in esso i festeggiamenti inerenti alla festa
nazionale del loro paese.
Allo stesso furono invitati "Las Damas de Blanco", insieme
a note figure leader dentro al movimento di opposizione cubano. La direzione
dell'hotel dichiarò, che non poteva supportare la celebrazione di attività
"controrivoluzionarie".
La prestigiosa catena, con più di 21 hotel funzionanti nell'Isola,
fu imputata da irati oppositori. Non può essere d'altra forma. Sol Meliá ha
perso di vista due fatti completamente ovvi. Il primo è che negozia con una
perfetta dittatura totalitaria por scelta. Il secondo, che la dittatura non è eterna.
Forse Sol Meliá non poteva - se desidera continuare a lavorare
nell'Isola - rifiutarsi alle esigenze del regime di Fidel Castro. Allora, è
venuto il momento di fare un gesto convincente di sgravio con la parte
ingiuriata e offesa. Considero che valutando il secondo fatto, non ha più
alternative.
Deve scusarsi con 'Las Damas de Blanco' e con la dirigenza degli
oppositori che ingiuriò. Deve farlo ancor più con i diplomatici della
Repubblica Ceca. Ho la profonda convinzione, che si sia creato un precedente che
causerà la fine della sua presenza sull'Isola nel futuro. Come segnalai
precedentemente, le dittature non sono eterne, ci sono ingiurie, offese che non
si dimenticano.
Quando il generalissimo Máximo Gómez ordinò la
strategia incendiaria, durante la secondo periodo della nostra guerra di
indipendenza, ci furono proteste. Una rappresentanza di uomini d'affari e di
aziende agricole si intervistò con l'insigne guerriero, per atteggiare la
salvezza della ricchezza materiale in pericolo di ardere nella pira della
libertà.
Gómez li ascoltò con la serietà e il tono giusto che riservava a
questo tipo di problemi. Dopodiché, con lo stile laconico che lo caratterizzò,
gli disse: "portatevi le vostre proprietà al vostro paese". Così
concluse l'incontro.
Sol Meliá deve meditare sopra le conseguenze che di sicuro terrà
l'incidente più recente sopra il futuro della sua presenza nel nostro paese.
Questo ultimo evento forse potrà chiamare a una riflessione il resto degli
investitori stranieri.
Gli offesi di oggi possono essere i politici che in un futuro
legisleranno la confisca dei beni di tutti quegli investitori che collaborarono
al rafforzamento economico del regime totalitario che oggi combattono. Questi
benipossono essere messi all'asta tra cubani desiderosi di investire e lavorare
nella ricostruzione della loro patria in democrazia.
Potranno partecipare gruppi stranieri che non si siano arricchiti
sfruttando gli operai cubani in complicità con la dittatura. Non bisogna
dimenticare che queste dittature non sono eterne.
Per adesso, Sol Meliá è riuscita in qualcosa di molto prezioso per
tutti quelli che sognano con la libertà. Questo è il consenso generale di
rifiuto alla attitudine assunta da questo gruppo imprenditoriale, da tutto lo
spettro dell'opposizione cubana.
Juan González Febles
Cubanet/Noticuba Internacional
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Incidente diplomatico entre Cuba y Rep.Checa
Otra vez, como siempre, el regimen totalitario intenta manear como si el mundo estuvieras adentro de Cuba. Y cada vez empeoran su situacion diplomatica internacional, siempre mas se aleja las pocas simpatia q le quedaban, siempre mas enemigos de la revolucion y de las dictadura se unen a un coro de "vete carajo". Como siempre hacen los regimen totalitarios comunistas, uno se convierte inicialmente en diversionista si espresa solo un blando disenso en el interno de el partido, sino a convertirse de lo mas rapido en opositore, traidor y enemigo da aplastar con qualquer medio legal o ilegal. Esto funciona tambien con istituciones y personas extranjeras, da amigo se pasa a traidores y enemigos. Esto es el caso de los paises del bloque sovietico, q eran considerados amigos hasta q abandonaron el comunismo y escojeron un destino de libertà y democracia. De este momiento se convertieron por la dictadura cubana en traidores, enemigos y servidores de los Estados Unidos. Donde mas se apunta la ira de Castro y su camarilla es contra la Rep. Checa, y su ex presidente Vaclav Havel por ser la punta de lanza en la solidariedad con los presos polìticos y los opositotres de la dictadura. Unas de las mas criticas y incansable istituciones en contra de la dictadura. Esto sera, ya han empezato a acosarla de ser subjeta a Estados Unidos, el destino de Europa, cuando entienda que con las buena se hace tomar en burla de la dictadura. Cuando la Europa empezarà finalmente serias acciones de contrasto a los regimen totalitarios, a la dictadura les quedaran pocos dias de vida, porque los descarados rejidores de el regime, no pueden enfrentarse a todo el mundo, y los cubanos lo saben bien adentro de la isla, esperan solo un acto fuerte, ver que el mundo esta con ellos, y SE LEVANTARAN, y nada y nadie podrà pararlos.
Luciano
Impiden a disidente asistir a Fiesta Nacional checa
La Dra. Oleivys García Echemendía, delegada de la Asamblea para Promover la
Sociedad Civil en la provincia de Ciego de Ávila, casada con el preso de
conciencia Pablo Pacheco Ávila, del Grupo de los 75 y residente en Pasaje D
No.205 A entre 4ta, y 5ta. Reparto 9 de Abril, en la ciudad de Ciego de Ávila,
ha comunicado la siguiente información para ser difundida:
Después de muchos esfuerzos para obtener un pasaje que le permitiera asistir a
la recepción del 28 de octubre de la Embajada Checa en Cuba, adquirió un
boleto en ómnibus para las 8:25 PM del día anterior a la actividad. Mientras
esperaba para ratificar el pasaje a las 7 y 30 de la noche en la terminal de ómnibus,
se presentaron dos oficiales de la Seguridad del Estado, que ella identifica
como Fernando Gutiérrez y el instructor Nolasco, que fue quien instruyó de
cargos a su esposo Pablo en el año 2003. La condujeron hasta el DTI (Departamento
Técnico de Investigaciones), donde le manifestaron que ellos habían hecho todo
lo posible para que no pudiera conseguir pasaje para la Habana, pero ya que lo
había resuelto se veían en la obligación de comunicarle que sus paseos a la
Habana se habían acabado. Durante la detención, le hicieron un Acta de
Advertencia.
La Dra. Oleivys permaneció en ese lugar hasta las 9 PM, después de que va había
salido el ómnibus para la Habana. En el mismo auto que usaron para la detención
la condujeron a su casa, advirtiéndole que si no cumplía con las órdenes de
no viajar a La Habana, iban a tomar medidas más severas. Ella ejerce su profesión
como especialista en Medicina General en el Consultorio del Médico de la
Familia de su casa.
La Asamblea para Promover la Sociedad Civil quiere especificar que en este caso
no sólo han hostigado a un miembro del Ejecutivo Nacional de la Asamblea, si no
que también ejercen presión contra una Dama de Blanco, honroso grupo de
mujeres, ganadoras del Premio Sajarov otorgado por la Unión Europea.
Asamblea para Promover la Sociedad Civil
31 de octubre de 2005
Posted on Wed, Nov. 02, 2005
El Gobierno checo protesta a las autoridades cubanas por el intento de 'boicot' de su fiesta nacional
Europa Press, 2 de noviembre de 2005.
CUBANET Jueves 3 de Noviembre de 2005
El Ministerio de Asuntos Exteriores de Praga convocó hoy al encargado de negocios cubanos en Praga, Ayme Hernández Quesada, para "protestar enérgicamente" por lo que consideraron "el intento de las autoridades cubanas de impedir la celebración del día nacional de la República Checa en La Habana".
Así lo comunicó el propio Ministerio de Exteriores en un comunicado en referencia a los sucesos ocurridos el pasado viernes en La Habana, día en el que la Embajada checa tenía previsto ofrecer en el hotel Meliá-Habana, de la cadena hotelera española Sol Meliá, una recepción para festejar la fundación de Checoslovaquia en 1918.
Al parecer, la cadena hotelera excusó horas antes del evento 'no poder amparar actividades contrarrevolucionarias', según informó el propio embajador checo", afirmó Luz Modroño, miembro y representante en España del Grupo por la Responsabilidad Social Corporativa en Cuba, en un comunicado remitido a Europa Press.
"La gerencia del hotel me informó de que éste no puede ser un lugar donde se efectúen actividades contrarrevolucionarias", dijo el encargado de negocios checo en La Habana, Petr Stiegler, según informó la prensa de checa a principios de esta semana. La recepción al final se realizó en la casa de Stiegler y a ella asistieron diplomáticos extranjeros y disidentes cubanos.
Checos protestan por intento de impedir festejo en Cuba
Associated Press
PRAGA - La cancillería convocó el miércoles al representante de Cuba en Praga
para protestar por los intentos de las autoridades cubanas de impedir la
celebración en La Habana del día de la independencia checa.
La cancillería convocó el miércoles al encargado de negocios cubanos en
Praga, Ayme Hernández Quesada, para "protestar enérgicamente... por el
intento de las autoridades cubanas de impedir la celebración del día nacional
de la República Checa en La Habana", afirmó el ministerio en un
comunicado.
El viernes pasado, la embajada checa iba a ofrecer una recepción en un lujoso
hotel de La Habana para festejar la fundación de Checoslovaquia en 1918. Sin
embargo, unas horas antes del evento el hotel indicó que lo cancelaría.
"La gerencia del hotel me informó que éste no puede ser un lugar donde se
efectúen actividades contrarrevolucionarias", dijo el encargado de
negocios checo en La Habana, Petr Stiegler, según lo citó la prensa de la República
Checa a principios de esta semana.
La recepción se efectuó en casa de Stiegler.
Aunque al evento asistieron diplomáticos extranjeros y disidentes cubanos, los
funcionarios del gobierno cubano lo boicotearon.
Checos firmes contra Fidel Castro
Servicios de El Nuevo Herald
BRUSELAS
Sábado 5 de noviembre 2005
El ministro checo de Exteriores, Ciryl Svodoba, informará el próximo lunes al Consejo de la UE del reciente altercado diplomático entre su país y Cuba en torno a la celebración del Día Nacional de la República Checa en La Habana, y abogará por endurecer en el futuro la política europea hacia la isla.
Praga acusa al régimen de Fidel Castro de boicotear y forzar la suspensión de la celebración de la festividad checa que estaba prevista el pasado 28 de octubre en un hotel de La Habana y a la que habían sido invitados una cincuentena de disidentes políticos, entre ellos Las Damas de Blanco.
El encuentro acabó celebrándose en la residencia del encargado de negocios checo, Petr Stiegler, después de que la directiva del hotel avisara que no podían albergar una actividad ``contrarrevolucionaria''.
Según fuentes diplomáticas, Svodoba, que ha pedido la inclusión de un punto sobre Cuba en la agenda de la reunión de los ministros de Exteriores de la UE del lunes, informará a sus homólogos de estos sucesos y se pronunciará en favor de que ''a largo plazo'' la Unión ''endurezca su política'' hacia el régimen cubano.
El ministro abogará en particular por estudiar fórmulas para que la UE pueda apoyar financieramente a la ''sociedad civil cubana'', según las fuentes.
Desde el pasado enero, la UE mantiene suspendidas las sanciones diplomáticas contra el Gobierno cubano que adoptó en EL 2003.
Ultimo incidente surgido
entre Praga y La Habana
Fecha: Sat, 12 Nov 2005 00:02:52 -0000
De: "Noticuba Internacional"
<noticubanews@yahoo.com>
"..La diplomacia checa informó este lunes en Bruselas a los
ministros de RR.EE. de la Unión Europea sobre el último incidente surgido
entre Praga y La Habana a raíz de que las autoridades cubanas prohibieran la celebración de una recepción con motivo de la fiesta nacional
checa del 28 de octubre en un lujoso hotel en la capital de la Isla. A la recepción fueron invitados representantes del Gobierno cubano,
diplomáticos de otros países, así como opositores al régimen de
Fidel Castro, incluyendo las Damas de Blanco, esposas y familiares de
presos políticos cubanos encarcelados en marzo del 2003. El
ministro de RR.EE. checo, Cyril Svoboda, señaló ante los periodistas en Bruselas que la información sobre el incidente es "una de las
piedrecitas del mosaico que se tomará en consideración al
evaluarse el próximo año la postura de la Unión Europea hacia Cuba".
La postura checa cuenta con el apoyo de la diplomacia eslovaca. El ministro de
RR.EE. de Eslovaquia, Eduard Kukan, sostuvo que apoyará un endurecimiento de la política de la Unión Europea hacia Cuba, ya
que el régimen de Fidel Castro no ha aportado nada que confirme la eficiencia de la postura más abierta de la UE. "El
comportamiento de los dirigentes cubanos hacia nosotros es una cínica burla",
declaró Kukan..."
netforcuba.org
El eclipse de Sol Meliá
Fecha: Fri, 11 Nov 2005 16:58:26 -0000 La
Habana,12 de Noviembre del 2005
De: "Noticuba Internacional"
<noticubanews@yahoo.com>
Por Juan González Febles Cubanet/Noticuba Internacional
"...Debe disculparse con las Damas de Blanco y con el liderazgo
opositor que injurió. Debe hacerlo además con los diplomáticos de
la República Checa. Tengo la profunda convicción de que sentó un precedente terminal para su presencia en la Isla en un futuro. Como
señalé anteriormente, las dictaduras no son eternas, hay injurias, que no se olvidan....."
Se trata de España otra vez. La España socialista del PSOE y de Rodríguez Zapatero. La España de los hombres de negocios y los
turistas superficiales ávidos de sexo. La España complaciente con la dictadura totalitaria. El liderazgo
de la oposición interna está escandalizado. Hasta los opositores de fila trinan de indignación.
Una recepción prevista a celebrarse la noche del viernes 28 de octubre fue cancelada por la administración del hotel
Meliá-Habana, donde tendría lugar. El hotel fue contratado por la embajada de la
República Checa, con motivo de festejar la fiesta nacional de ese país.
A la misma fueron invitadas las Damas de Blanco, junto a figuras destacadas por su liderazgo dentro del movimiento opositor cubano.
La dirección del hotel alegó, que no podía amparar la celebración
de actividades "contrarrevolucionarias".
La prestigiosa cadena, con más de 21 hoteles funcionando en la Isla,
fue impugnada por airados opositores. No puede ser de otra forma. Sol Meliá perdió de vista dos hechos completamente obvios. El
primero es que negocia con una dictadura perfecta, totalitaria por añadidura. El segundo, que la dictadura no es eterna.
Quizás Sol Meliá no podía -si desea continuar trabajando en la
Isla- rehusarse a las exigencias del régimen de Fidel Castro. Entonces,
ha
llegado el momento de tener un gesto convincente de desagravio con la parte injuriada. Considero que valorando el segundo hecho, no
tiene más alternativas.
Debe disculparse con las Damas de Blanco y con el liderazgo opositor
que injurió. Debe hacerlo además con los diplomáticos de la
República Checa. Tengo la profunda convicción de que sentó un precedente terminal para su presencia en la Isla en un futuro. Como
señalé anteriormente, las dictaduras no son eternas, hay injurias,
que no se olvidan.
Cuando el generalísimo Máximo Gómez ordenó la tea incendiaria, durante la segunda etapa de nuestras guerras por la
independencia,
hubo protestas. Una representación de hombres de negocios y hacendados se entrevistó con el insigne guerrero, para pactar la
salvación de la riqueza material en peligro de arder en la pira de
la libertad.
Gómez les escuchó con la seriedad y el ceño adusto que reservaba para ese tipo de incidencias. Luego, con el estilo lacónico que le
caracterizó, les dijo: "Llévense sus cafetales para su tierra".
Así concluyó la entrevista.
Sol Meliá debe meditar sobre las consecuencias que de seguro tendrá
el incidente más reciente sobre el futuro de su presencia en
nuestro
país. Este último evento quizás podría llamar a una reflexión al resto
de los inversionistas extranjeros.
Los ofendidos de hoy pueden ser los políticos que en un futuro legislen la confiscación de los bienes de todos los inversionistas
que colaboraron al fortalecimiento económico del régimen
totalitario que hoy combaten. Estos bienes pueden ser subastados entre cubanos deseosos de invertir y trabajar en la reconstrucción de su patria
en democracia.
Podrían participar grupos extranjeros que no se hayan enriquecido explotando a obreros cubanos en complicidad con la
dictadura. No hay que olvidar que éstas -las dictaduras- no son eternas.
Por lo pronto, Sol Meliá ha conseguido algo muy preciado por todos los que soñamos con la
libertad. Esto es el consenso general de rechazo a la actitud asumida por este grupo
empresarial, en todo el espectro opositor cubano.