L'AVANA -
Fidel Castro e il fratello
Raul, insieme ad alcuni ministri cubani, hanno
guidato personalmente i
cortei
«spontanei» che giovedì hanno
manifestato sotto le
ambasciate di Spagna e
Italia per le
sanzioni diplomatiche imposte dall'
Unione europea
in risposta alla
repressione della
dissidenza e per le recenti
condanne a
morte. Pesanti, come ha testimoniato l'ambasciatore
italia all'Avana Elio Menzione, gli
slogan lanciati contro il premier spagnolo José
Maria
Aznar
e il presidente del Consiglio italiano Silvio
Berlusconi.
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Fidel Castro ha guidato la manifestazione sotto
l'ambasciata spagnola (Afp) |
SLOGAN
OFFENSIVI - Già mercoledì in un interminabile discorso teletrasmesso
(quattro ore) i due politici europei erano stati definiti
«fascisti e banditi» da
Fidel Castro. Il «líder maximo» aveva definito Aznar «damerino, codardo,
infarcito di idee nazi-fasciste. Lo stesso Franco fu più astuto di lui». Poi di
Berlusconi: un «
pagliaccio. Sarebbe stato più giusto se si
fosse chiamato Burlesconi. È un personaggio da ridere e
Mussolini era come
lui».
«I manifestanti hanno urlato slogan molto offensivi contro il governo
italiano e contro Berlusconi», ha raccontato Menzione. «
Non ci sono stati incidenti.
L'ambasciata era protetta da un imponente cordone di polizia. Credo che
sia possibile che, nelle due manifestazioni, si sia raggiunta la cifra di
un milione di
dimostranti», ha ammesso l'ambasciatore.
Menzione ha poi spiegato che
le posizioni di Italia e Spagna sono diverse. Cuba accusa Aznar di aver
imposto all'Ue
le
sanzioni
contro l'Avana, mentre la ragione principale della protesta contro
l'Italia è la
sospensione della cooperazione, circa 40
milioni di euro.
La Commissione europea manterrà la concessione di
aiuti a
Cuba. Lo ha detto il commissario Ue allo sviluppo, Poul Nielson.
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Slogan contro Berlusconi all'Avana (Reuters
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DALL'ITALIA: «CASTRO RIDICOLO» -
Unanime la
condanna, con qualche distinguo, da parte del
mondo politico
italiano che rispedisce al mittente le accuse cubane.
«Che un tiranno
come Fidel Castro si permetta di attaccare Berlusconi e Aznar è semplicemente
vergognoso», ha affermato il presidente della
Camera
Pier Ferdinando Casini.«Dopo aver arrestato, sottoposto a
processi sommari, e incarcerato con pesanti condanne 75 tra giornalisti
indipendenti ed esponenti del dissenso democratico, e dopo aver applicato la
pena di morte a tre dirottatori che non si erano macchiati di nessun reato di
sangue, adesso il regime cubano tenta di
capovolgere la realtà», ha dichiarato
Marina
Sereni,
responsabile Esteri della segreteria nazionale dei
Ds.«Spesso le dittature, sia quelle naziste e fasciste sia quelle
comuniste, oltre che
tragiche sono anche
grottesche», ha detto
Fabrizio Cicchitto vicepresidente del gruppo
Forza Italia
della Camera.
«Tutta la vicenda sarebbe
esilarante se non si
trattasse di Cuba, un Paese oppresso da un regime illiberale e sanguinario, e di
Fidel Castro, un dittatore che reprime il dissenso politico interno con
fucilazioni
sommarie e incarcerazioni di massa», ha ribattuto
Ignazio La Russa,
capogruppo di
An a Montecitorio.
«Gli arresti preventivi
dei dissidenti, le condanne a morte, l'aumento costante e continuo dei
prigionieri di coscienza sono segnali inequivocabili di un
regime che non ha alcuna intenzione
di cambiare rotta in tema di diritti umani. La condanna del regime di
Castro deve essere netta, decisa e non rinviabile», ritiene
Rino Piscitello
della
Margherita, vice presidente del Comitato
diritti umani della commissione Esteri.
| COMUNISTI ITALIANI: «STIAMO CON
CASTRO» - «La solidarietà
va praticata senza se e senza ma, e la situazione di Cuba va
valutata nel contesto di un'aggressione decennale e di un embargo anacronistico e illegittimo per il
diritto internazionale. L'Italia ha rinunciato a un suo profilo autonomo
in materia di politica internazionale. Berlusconi prende ordini da Bush»,
ha commentato Marco Rizzo,
capogruppo dei Comunisti
italiani. |
12 giugno 2003