Continua la tirannia e Cuba continua a essere proprietà dei F.lli Castro La risposta di Serasini Luciano all'articolo-intervista apparso sul settimanale Sette Sere il 01 marzo 2008 Sulle prime non volevo rispondere, l'intervista si commentava da sola, non meritava neppure una risposta. Poi, mi sono chiesto se era possibile, che si propalasse al pubblico lo stravolgimento della realtà, della reale situazione cubana. Così queste sono le mie considerazioni, cosicché in piena libertà ognuno possa farsi l'idea che più crede, dopo aver sentito le famose "due campane", come si usa in una vera democrazia, e non come a Cuba, dove una parte politica, che detiene il potere, impedisce di fatto in modo coercitivo, a chi non la pensa alla stessa maniera, di esprimersi liberamente. Questo si chiama praticare la dittatura, e il signor Raul, fratello di Fidel, prima succeduto come alle corti dei Re, poi designato dal "parlamento", ha accolto al suo fianco un tal Machado Ventura, uno tra i più sanguinari esecutori del regime... Belle prospettive future sul regime cubano, e poveri i cubani!. Fidel ha si lasciato le cariche istituzionali, ma non la segreteria del PCC, partito comunista cubano, che come è noto, è la più alta carica del partito. Praticamente, visto che il PCC è il partito unico di Cuba, e detta legge in tutto..., chi vuol intendere intenda. Non è possibile, spacciare per verità una visione fanatica di un mondo, dove la libertà e la democrazia, hanno una parte insignificante e dove i diritti umani vengono calpestati giornalmente. Anche io, mai nella mia vita ho sopportato le ingiustizie e a Cuba invece ne ho viste tante. Vado a Cuba dal 1984, ho vissuto là per tre anni, dove ero residente temporaneo. Appena giunto, sono stato invitato a tenere una conferenza al Palacio de las Convenciones all'Avana, il 22 febbraio del 2002, a cui ha assistito tra gli altri, il vice ambasciatore italiano e un certo comandante Ramiro Valdez, che certo il signor Dal Pane dovrebbe conoscere, visto che installa reti informatiche per lo stato cubano. Sapete come è terminata la mia residenza a Cuba? Per aver denunciato un funzionario dell'immigrazione, per le angherie a cui mi sottoponeva, e per aver parlato troppo sulle condizioni miserabili dei cubani. Sono stato così rinchiuso per 9 giorni nelle carceri dell'immigrazione dell'Avana, con la pretestuosa accusa ufficiale di "Irregolarità migratorie" e quella interna, "di mancanza di rispetto alle autorità di immigrazione di Camaguey", dopodiché sono stato espulso. Naturalmente le due proteste ufficiali del governo italiano per mezzo della nostra ambasciata, sono rimaste senza risposta. Durante la mia prigionia, è stata gettata in carcere, la notte della partenza, facendogli perdere l'aereo e senza poter avvertire i famigliari che l'attendevano, la turista italiana Erica Marzani di Modena, di 22 anni, per essersi dimenticata di rinnovare il visto...!!! Dopo la presa del potere nel gennaio del 1959, Fidel Castro dopo un certo periodo, ha fatto nazionalizzare ed espropriare tutte le imprese, terreni, e case, oltre la prima, senza dare in compenso neppure un centesimo, e mentre la Spagna e altri hanno ingoiato il rospo, gli USA hanno preteso secondo il diritto internazionale, che le ditte e i cittadini americani fossero indennizzati, da ciò il famoso embargo, ovvero il divieto di vendere merci dagli USA a Cuba, il divieto di turismo e restrizioni sulla valuta del dollaro, fino a chè il regime cubano non provveda a sanare questo debito verso i cittadini statunitensi, espropriati dei loro averi. Embargo tanto vituperato, che se gli USA, lo applicassero alla lettera anche per pollo e farina, a Cuba si vedrebbe "la fame correre", come si suole dire, e queste cose non le dico io, le dice il regime stesso, in pagine del Granma e per bocca di Fidel stesso, che citano gli acquisti di derrate dagli USA. D'altronde a Cuba si trova di tutto, il regime compra in sud America, in Asia, in Europa, in America Centrale, acquista tecnologia americana, acquistando di tutto per rivendere questi prodotti nei negozi nati per vendere in divisa, per turisti e cubani che ricevono rimesse dall'estero, cosi il regime guadagna anche su questo commercio. Ma allora, perché strillano ai 4 venti, propagandando come un disastro l'embargo americano? Perché vogliono costringere un paese a vendergli mercanzie e inviargli turisti, se quel paese non vuole? Perché la politica economica fallimentare centralista, mostra tutti i suoi difetti e a chi addossare la colpa, se non all'odiato nemico statunitense? Ciò che mi sorprende, è come da noi la storia dell'embargo, sia diventata la giustificazione per tutte le disgrazie che affliggono i cubani, a mio vedere, è invece colpa di una economia centralizzata, che vede tra l'altro un solo capitalista a Cuba: lo stato, il partito, il regime, il tutto in un perverso intreccio mostruoso, che mantiene un subsistema economico a livelli di sussistenza. I fratelli Castro si sono impossessati di tutti gli averi di cubani e stranieri, un vero e proprio furto di stato, alla stregua dei nostri ben noti "espropri proletari", visti purtroppo anche da noi, nei tempi bui della nostra democrazia. Le cose che ho letto, raccontate dal signor Dal Pane, sono evidentemente patrimonio di esponenti del partito unico cubano e di certa ultrasinistra che appoggia qui la dittatura, perché, le tante persone che ho incontrato e con le quali ho condiviso anni di vita in quel paese, non mi hanno raccontato quello che ho trovato scritto sul giornale Sette Sere, bensì ben altre realtà. Realtà fatte di miseria, di una continua ricerca di come mantenere la famiglia, ovvero come si dice da noi "come sbarcare il lunario". Come barcamenarsi in un paese, che ti paga per il tuo lavoro una miseria, dove tutto è dello stato, e i soldi della paga non bastano a vivere. Dove ti pagano per un mese di lavoro (più un giorno senza paga per la rivoluzione, una invenzione del mitico Che Guevara) il corrispondente di 12 dollari. Ad Haiti, uno dei paesi più poveri, me lo hanno riferito gli Haitiani nel mio soggiorno in Rep. Dominicana, si SOPRAVVIVE, con non meno di 50 - 60 dollari al mese!! Certo, mi risponderanno i portavoce italiani delle canaglie che affamano i cubani, a CUBA tramite la famigerata libreta (leggi razionamento) viene dato riso, zucchero, un pò di fagioli, qualche volta pollo, (statunitense), ogni tanto uova, a prezzo politico, vero. ma ciò che non viene detto, è che la quantità di tali "elargizioni", permettono di mangiare per 15 gg. Per gli altri 15 occorre fare ricorso al mercato nero, o acquistarlo, a un prezzo ancora maggiore, nella "ciopi", il negozio dove si vende di tutto in valuta, a costi esorbitanti e dove si compra detersivo, saponi, intimo, vestiti, scarpe, televisori, condizionatori, frigoriferi, lavatrici, video, hifi, etc., etc. Chi non può permettersi un parente all'estero, una figlia che fa la "chinetera" con i turisti, o un parente che fa il mercato nero, o rubacchia dove si può rischiando giornalmente la galera, guarda e passa tenendosi le scarpe rotte e la maglietta pulita ma con vistosi buchi.... Questa è la ingiustizia, che non ci racconta il signor Dal Pane. Ma fossero solo racconti e testimonianze di cubani, io ho visto con i miei occhi, vivendo tra i cubani e non come turista al Melia, tante disuguaglianze, tanta miseria, tanta mancanza di libertà, e tanto disprezzo dei DIRITTI UMANI, invece del paradiso descritto e spacciato per sacrosanta verità. In una cosa il signor Dal Pane crede di dire il vero, e ne è convinto senza conoscerne i retroscena. Egli è un estraneo a Cuba, e tale sarà sempre considerato, e ora vi spiego il perché. A Cuba dopo 49 anni di dittatura, per 30 anni si sono avute fucilazioni di esponenti della dittatura batistiana, poi degli oppositori o di chi contrastava il cammino dei F.lli Castro. Come la rivolta dell'Escambray, soffocata nel sangue, mentre i contadini della regione sospettati di aiutare gli insorti, furono deportati con le loro famiglie in un nuovo villaggio costruito e controllato a circa 90 km da Camaguey. Fucilazioni sostituite negli altri 20 anni con carcere a tutta costa. I cubani hanno così appreso ben bene la lezione. Tant'è vero, che quando è iniziato a Cuba un periodo turbolento di rivendicazioni e le fughe giornaliere avvenivano oltre che per mare anche con il furto di aerei, il regime ha pensato bene di ricordare ai cubani il passato, fucilando tre ragazzi che tentavano la fuga da Cuba. I tre ragazzi, occorre ricordarlo, sequestrarono si un traghetto, ma non fecero del male ad alcuno. Furono chiamati delinquenti abituali, ma sapete come si diventa delinquenti a Cuba? Violando le leggi socialiste illiberali, ovvero compiere qualsiasi azione di iniziativa privata, se non concessa che a pochissimi. Dopo fucilazioni e carcere per un nonnulla, a Cuba si respira letteralmente la paura. Ho letto nell'articolo che i dissidenti sono liberi di esprimersi, allora cosa ci fa in carcere, il signor Oscar Elia Biscet uno dei tanti che, medico, per aver denunciato gravi carenze nel sistema sanitario cubano ed essere difensore dei Diritti Umani è stato condannato a 25 anni di carcere? Se questo signore installa reti informatiche e computer, intrattiene rapporti con le istituzioni, dello stato cubano, perché tutto è dello stato. Percui si intrattiene, con funzionari e sicuramente membri del partito unico, ovvero con esponenti del regime del partito comunista cubano, tra i quali, vi saranno sicuramente elementi della Seguridad de Estado. E i cubani lo vedono, mai si fideranno di lui, mai a lui diranno la verità, una verità che porta, a raccontarla in Cuba, direttamente al carcere. Un esempio: Un mio lontano parente, ne ho testimonianza diretta, per essersi lamentato per via dei ripetuti giornalieri "apagones", mancanze di energia elettrica che durano parecchie ore e averne discusso criticando il governo sulla pubblica via, con altre persone, è stato prelevato e giudicato per direttissima; risultato: 5 anni di carcere per attività controrivoluzionaria. Oppure la vicenda di un amico a cui ho assistito, il quale non voleva lavorare per lo stato, che paga i cubani la solita miseria. Questo ragazzo manteneva egregiamente la propria famiglia, commerciando noci di cocco, portandole per centinaia di kilometri in cima ad un autotreno. La polizia, lo ha visto più volte per la strada del paese e immaginando che non lavorasse per lo stato, lo hanno convocato, interrogato e in seguito processato, senza prove per il commercio illegale, ma per pericolosità sociale, comminandogli 4 anni di galera. E dopo questi esempi e i precedenti descritti, pensate che un cubano racconti al signor Dal Pane, che non sopporta questa dittatura? Che deve lottare ogni giorno per mangiare? Gli racconteranno che Fidel è una meraviglia, che è come un padre, mentre pensano in cuor loro, al desiderio di diventarne orfani. I cubani in 49 anni, hanno imparato molto bene, già da bambini, l'arte della dissimulazione, ovvero che è molto meglio raccontare il contrario di ciò che si pensa e mai e poi mai diranno ad estranei, e tantomeno a chi non è di provata fiducia, cosa pensano della dittatura, dell'amato capo e dei suoi accoliti. E parliamo ancora di ingiustizie. Come mai, solo per fare un esempio, la Gentamicina, pomata antibiotica prodotta all'Avana, nelle farmacie per cubani, al prezzo di pochi pesos, non si trova quasi mai, mentre nelle farmacie dove vengono vendute specialità medicinali in pesos convertibili, al prezzo di oltre una decina di CUC, circa 370 pesos, è sempre disponibile? Evidentemente per i turisti e i cubani abbienti, ovvero per chi ha parenti all'estero, o pratica il mercato nero, non vi sono problemi, il famigerato embargo non esiste, però guarda caso, l'embargo esiste solo nelle farmacie per cubani, dove la pomata e altre medicine appaiono una volta tanto a rotazione. Dove è l'embargo? Solo nelle farmacie per cubani, e questa vi sembra giustizia? E questo esempio, si può ripetere migliaia di volte, per i più svariati settori. L'embargo è la giustificazione per addossare ad altri, all'odiato nemico, la responsabilità interna del fallimento del modello economico centralizzato comunista, questa è la sola e unica ragione. Sapete come finiscono le donazioni degli abiti usati a Cuba? In negozi dello stato, naturalmente, dove vengono VENDUTI come abiti usati... Ma i f.lli Castro, tante ne hanno fatte, che molti dei loro collaboratori, anche i più stretti, sono scappati dalle loro grinfie, dalla miseria e dalla tirannia che vige in Cuba, e appena fuori, hanno parlato, hanno rivelato tante cose, ed è cosi che noi oggi sappiamo le magagne commesse a Cuba, che non trapelano dalla ferrea censura.. Scappano, tutti lo sanno, vede che la verità salta fuori? Ma scappano in USA solo perché è più vicina, se è per questo scappano alle Bahamas, in Dominicana, Messico, Spagna, Italia, Canada, dovunque gli sia data una opportunità....ma SCAPPANO. Diceva il padre della patria cubana José Martì, citato da Fidel quando gli torna comodo: "El hombre ama la libertad,
la ama sin conocerla. Es guiado por ella y huye Giorni fa, è fuggita da Cuba la fidanzata di uno dei figli di Fidel, e cosa ci ha portato? Una cassetta video, girata nella lussuosa e segretissima villa, residenza di Fidel, con il leader (ci sta pure bene la dizione romagnola) seduto alla tavola di una mensa apparecchiata da non dire... Villa con grande piscina al centro, con un parco immenso e arredata in modo che i cubani neppure se la sognano. Residenza inutile dirlo, vietata a tutti, tranne ai ristretti membri della famiglia. E mentre il leader, grida contro il capitalismo, quando è venuto in Italia a visitare il papa, ha risieduto nella magione dell'Avv. Agnelli. E mentre dichiara ai popoli che non possiede nulla, dimentica le tante ville sparse in Cuba, ben descritte e documentate in internet... Purtroppo anche nel nostro bel paese, in tanti si scalmanano a fargli da portavoce... Cuba denuncia un pil del +12% nel 2007, dichiara così un PIL falso. Si veda la relazione pubblicata sul sito dell'Ambasciata Italiana dell'Avana, su carta del Ministero degli Affari Esteri, su indicazione dell'Istituto Nazionale per il Commercio Estero, in data 20-03-2008. "Come premessa generale, va detto che le statistiche cubane sono in genere incomplete e poco affidabili. Per l’opposizione degli Stati Uniti, Cuba non aderisce al Fondo Monetario Internazionale, né alle altre Istituzioni Finanziarie Internazionali, il che lascia la Comunità internazionale priva di statistiche finanziarie redatte sulla base di una metodologia condivisa. La contabilità dello Stato viene redatta inoltre in pesos cubani convertibili (CUC), che in tali calcoli è pari ad un USD ma nella sostanza tale tasso di cambio viene rivalutato unilateralmente (attualmente un peso convertibile vale 1,08 USD). Di conseguenza, le cifre fornite sono di difficile interpretazione, anche se possono essere utili per conoscere a grandi linee quelle tendenze e quegli squilibri dell’economia cubana che sono ufficialmente “riconosciuti” dalle stesse autorità cubane". A Cuba, non sono assolutamente rose e fiori, e nessuno, fino a ora è morto di fame per il semplice motivo che la società cubana è molto altruista, i cubani si arrangiano facendosi alla pari con quello stato che li affama, rischiando la galera o vendendo il proprio corpo e certo non muoiono di fame per merito dei f.lli Castro. Fino a che i fratelli Castro, chiamando alla solidarietà il mondo comunista, continueranno a sfruttare i cubani, pagando per un mese di lavoro il corrispondente di 12 dollari, i compagni di qui, appoggiandolo, non ci fanno certo una bella figura e vede signor Dal Pane, sostenendo simili affermazioni senza conoscerne i retroscena, Lei rischia di coprirsi di ridicolo rispetto a chi conosce bene la situazione cubana, ovvero i cubani che qui vivono e gli italiani che là hanno vissuto. A me sembra piuttosto, che le dichiarazioni rese al giornalista, non siano neppure farina del suo sacco, ma mi sembrano dettate e da lei scritte, se è vero che conosco bene il regime cubano e i suoi amici, per averci avuto a che fare. Amici, che pensano di intimidire, anche nel nostro paese alla stregua cubana, chi si azzarda a esprimere in libertà le proprie idee o i propri convincimenti, come il fatto accaduto a Roma il 20 marzo scorso, in cui si è impedito al signor Armando Valladares di tenere una conferenza e presentare un libro su Cuba. Diritto, lo ricordo, garantito dalla nostra costituzione e dalla carta dei Diritti Umani della ONU, firmata e mai ripudiata da Cuba, nella quale sta scritto e affermato il diritto di TUTTI alla libera espressione del proprio pensiero e alla sua libera diffusione con qualsiasi mezzo. Questo vizietto, di impedire o interrompere o contrastare con indegne gazzarre, che ormai troppo spesso praticano certi individui, da noi si configura come un reato grave, un inqualificabile comportamento lesivo dalle fondamenta, della nostra libertà e democrazia, e caratteristico dei regimi dittatoriali, che mai più albergheranno nel nostro paese, dopo la precedente esperienza fascista. Meno male che viviamo in democrazia e libertà, dove a tutti è garantito esprimere i propri pensieri, cosa invece proibita in quel di Cuba... e qui sta tutta la differenza. 20 Marzo 2008 prof. Luciano Serasini presidente Cubalibera www.cubalibera.org
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L'articolo-intervista apparso sul settimanale Sette Sere del 01 marzo 2008 |